Quasi 700 mila tonnellate di acqua contaminata sono state immagazzinate nei pressi della centrale nucleare Fukushima Daiichi – teatro del disastro nucleare del marzo 2011 – dal gestore dell’impianto, Tokyo Electric Power Co (Tepco). Lo riporta il quotidiano “Asahi”. A comunicarlo, lo scorso fine settimana, e’ stata proprio l’utility giapponese. Il problema dell’acqua contaminata e’ una delle sfide di piu’ ardua soluzione nell’ambito degli sforzi di bonifica dell’impianto distrutto dal terremoto e dallo tsunami di quattro anni fa. Ogni giorno, circa 300 tonnellate di acqua di falda si infiltra attraverso le fondamenta danneggiate della centrale e viene contaminata dai resti del nucleo semifuso del reattore. Sino ad oggi, Tepco e’ ricorsa a una selva di silo alti 10 metri per raccogliere l’acqua reflua prima che raggiunga il mare; i problemi, pero’, sono numerosi, incluse alcune perdite dovute alla pressione che si accumula all’interno dei contenitori, specie durante le torride giornate estive. Tepco sta impiegando apparecchiature Alps (advanced liquid processing system) per abbassare il livello di radioattivita’ dell’acqua, e lo scorso maggio ha concluso la bonifica dell’acqua maggiormente contaminata. Sono ancora in corso, invece, i lavori per la creazione di una barriera sotterranea di terreno congelato che impedisca all’acqua di falda di raggiungere la centrale.
Giappone, a Fukushima immagazzinate quasi 700 mila tonnellate di acqua contaminata


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