Grand Canyon: un altro paradiso contaminato dall’uomo

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Sul fondo del Grand Canyon, a circa un chilometro e mezzo dalla superficie, scorre isolato dal resto del mondo un tratto del fiume Colorado. Poche persone si spingono fino al fiume per ammirare i paesaggi, ed è anche per questo che lo si potrebbe definire come uno dei pochi “paradisi isolati” degli Stati Uniti. Eppure nonostante il suo isolamento secondo David Walters, autore principale di una recente ricerca realizzata dallo U.S. Geological Survey, anche qui sono stati registrati elevatissimi livelli di mercurio e di selenio in quasi la totalità degli organismi che popolano queste aree.

200913466-1f4cd2eb-a14e-4e96-bdc6-62e089626e8aWalters all’interno della sua ricerca ha affermato che “Ormai al mondo nulla è davvero incontaminato, nemmeno i recessi più remoti del fondo del Grand Canyon”. Tantissimi organismi di tutte le specie sono state coinvolte, dalle alghe verdi agli insetti e ai pesci, e via via si sale nella catena alimentare più il tasso di mercurio e selenio presente nei tessuti cresce.

GRANDCANYONimg5Ad esserne coinvolti infatti giungono anche i predatori, per cui la catena di organismi contaminati si allunga sempre di più, coinvolgendo non solo la flora e la fauna strettamente connessa al fiume Colorado ma anche gli organismi che vivono a distanze molto superiori.

Secondo i ricercatori si tratta di una scoperta a dir poco allarmante, sia perché il mercurio ed il selenio sono due sostanze altamente tossiche, sia perché se questo piccolo paradiso isolato è stato così contaminato, figuriamo le zone esposte! Non esistono sistemi isolati ma è tutto interconnesso!