I cinque disastri naturali che hanno sconvolto il mondo

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I cinque disastri naturali che hanno fatto la storia

A dieci anni dall’uragano Katrina, il fenomeno che piegò uno dei paesi che, attualmente, tiene le redini della politica mondiale; la paura di fenomeni naturali è ancora molto alta e difficile da affrontare. Nonostante le moderne tecnologie, sembra ancora impossibile non piegarsi alla natura e ai suoi fenomeni, che ancora oggi provocano milioni di vittime. Ecco, che desideriamo ricordare gli eventi più disastrosi degli ultimi anni, che hanno destato scalpore, interesse e rabbia.

Terremoto di Haiti

LaPresse/Reuters
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Il 12 gennaio del 2010, alle 16:56 ore locali, un violento terremoto scosse la vita di milioni di haitiani. Il terremoto di Haiti di magnitudo 7.0 è stato uno degli eventi più disastrosi degli ultimi tempi, considerato tra i 7 peggiori terremoti del mondo. Oltre 200.000 le vittime coinvolte e danni che, ancora, oggi non sono perfettamente stimati. La povertà del paese provocò, sicuramente, più vittime del dovuto tanto che ad oggi non si conosce il numero esatto di sfollati. Non solo, la situazione economica precaria ha impedito di intervenire prontamente alla tragedia tanto che, nonostante gli aiuti da parte di molti paesi, gli scavi e le ricerca di vittime sono state lente e inefficienti. Si pensi che, dopo un mese dal terremoto, un ragazzo di 28 anni fu trovato sotto delle macerie ancora vivo. Ad oggi, a 5 anni dalla tragedia, nonostante i media abbiano dimenticato Haiti, il paese riversa nella totale povertà con migliaia di cittadini ancora sfollati costretti a vivere in baraccopoli in condizioni igienico- sanitarie al limite e spesso soggetti alle barbarie di criminali.

Uragano Katrina

LaPresse/Reuters
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Dalla povertà alla ricchezza, da Haiti agli Stati Uniti. I disastri naturali non fanno distinzione di genere, disponibilità economica e razza. New Orleans ancora ricorda la paura e il terrore di quei giorni, tra il 23 e il 30 agosto 2005, causati da uno dei cinque uragani più distruttivi al mondo. Più di ottomila persone hanno perso la vita in quei giorni e i danni stimati furono superiori agli 80 miliardi. Katrina mostrò la fragilità di uno dei paesi più ricchi e avanzati al mondo, mettendo in crisi la presidenza, già duramente criticata dopo gli attacchi dell’11 settembre. Il sistema di prevenzione mostrò la sua inefficacia nel momento in cui l’intera città fu spazzata in un battito di ciglia e finì sotto le acque. A dieci anni dal terribile disastro, sono ancora numerosi gli homeless che non hanno casa, i cittadini che vivono in case in cui sono ancora evidenti i danni dell’uragano.

Siccità dell’Africa Orientale

Expo 2015/ In Italia ogni giorno consumo di suolo è pari a 90 campi calcioIl continente più povero al mondo è ormai abituato, purtroppo, a questo genere di eventi. Nel 2011, però, secondo le Nazioni Unite, è stata registrata la siccità più dannosa degli ultimi 60 anni. Il numero delle vittime registrato è superiore ai 10 milioni. Ad essere colpiti sono stati diversi paesi, dal Kenya all’Etiopia, alla Somalia. Pare che la colpa di questo fenomeno sia dovuto a La Nina, che comporta una diminuzione delle piogge e un aumento della forza del vento. Oltre ad un danno economico e di sostentamento, in quanto sono stati danneggiati raccolti e allevamento, i cittadini colpiti non hanno potuto accedere al sistema sanitario, che è del tutto a pagamento, in uno, come abbiamo già precisato, dei continenti più poveri.

Terremoto/tsunami Giappone

LaPresse/Reuters
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l’11 marzo 2011, un sisma di magnitudo 9.0 colpì la regione di Tohoku, nel Giappone Settentrionale. Il sisma provocò uno tsunami con onde alte oltre 10 metri, causando più di 10 mila vittime e danni, tanto da essere considerato come il settimo evento naturale più pericoloso degli ultimi anni. Le zone più coinvolte dallo tsunami furono la prefettura di Iwate e la prefettura di Miyagi. Il danno maggiore fu causato dall’esplosione del reattore numero 1 di Fukushima, che subendo la fusione delle barre di combustibile ha provocato una forte esplosione della centrale rilasciando, in un’ora, radiazioni maggiori di quelle rilasciate in un anno intero. Tanto che tale disastro, fu considerato il più grande disastro ambientale della storia dopo Cernobyl.

Eruzione Vesuvio

Franco Guardascione/LaPresse
Franco Guardascione/LaPresse

Di certo molto più antica degli eventi riportati, l’eruzione del Vesuvio del 79 D.C. è uno degli eventi storici di maggiore spessore e impatto. L’eruzione ha dato vita ad uno dei siti storici, spesso sotto i riflettori per la scarsa cura del sito, più visitati al mondo. L’eruzione ha distrutto le città di Ercolano, Pompei e Stabia le cui rovine sono state riportate alla luce nel XVIII secolo. La maggior parte delle vittime di Pompei e Stabia furono sepolte vive da tutti i materiali eruttati dal vulcano, dando vita ad una città di pietra lavica. Per Ercolano, la sorte fu diversa e più crudele. Pare, appunto, che dopo aver sepolto Pompei e Stabia, si estese una nube di gas roventi, ceneri e vapori acquei che vaporizzarono immediatamente coloro che erano fuori, diedero una morte più cruenta a coloro che rimasero nelle case.