I resti dell’ex tifone “Etau” causano devastanti alluvioni in Giappone, la città di Joso completamente sommersa dal fiume Kinugawa

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Sono davvero devastanti le inondazioni che hanno colpito la parte centrale di Honshù, intere città finiscono sotto metri di acqua

Sono veramente disastrosi gli effetti delle piogge alluvionali che nei giorni scorsi hanno duramente colpito l’area a nord di Tokyo, a seguito del passaggio dei resti dell’ex tifone “Etau”, rapidamente declassato a semplice tempesta tropicale durante il passaggio lungo le coste centrali dell’isola di Honshù. Il grandissimo quantitativo scaricato dal nucleo di “Etau”, con accumuli che hanno superato i 500-600 mm nelle aree pedemontane, tra le prefetture di Ibaraki e Tochigi, ha provocato l’ondata di piena di molti fiumi, i quali rompendo gli argini in più punti hanno inondato intere città e centri abitati.

LaPresse/Reuters
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La situazione più critica si è registrata proprio nella città di Joso, a 50 km a nord di Tokyo, rimasta completamente sott’acqua dopo che il fiume Kinugawa ha ritto gli argini, sommergendo buona parte dei quartieri. Gli elicotteri delle Forze di Autodifesa nipponiche, come trasmesso dalla tv pubblica Nhk, hanno lavorato ininterrottamente per salvare decine di persone salite sui tetti per sfuggire alle inondazioni. Purtroppo, secondo il bilancio della protezione civile nipponico, fino ad ora sarebbero 3 i morti a seguito delle gravi alluvioni che hanno travolto Joso, e diversi i dispersi. Dopo aver attraversato l’intero Pacifico tropicale occidentale, risucchiando un ingente quantitativo di vapore acqueo tropicale, il tifone “Etau” è andata ad impattare con il suo margine più occidentale con le coste centrali del Giappone, apportando piogge copiose, quasi da record, e un sensibile rinforzo della ventilazione dal quadrante nord-orientale.

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Poco prima di effettuare il “landfall” sulle coste centrali di Honshù “Etau” è stato declassato da tifone di 1^ categoria sulla scala Saffir-Simpson in tempesta tropicale, con venti medi sostenuti che hanno raggiunto gli 80-90 km/h e raffiche di ben oltre i 100 km/h. Nonostante questo indebolimento l’ex tifone ha toccato terra conservando gran parte del suo potenziale originario, scaricando una estesa banda di fortissime piogge torrenziali, con accumuli che hanno superato i 300-400 mm nelle 24 ore lungo la fascia costiera centro-settentrionali di Honshù. Le piogge più violente hanno interessato l’area poco a nord di Tokyo, dove in diverse località gli accumuli pluviometrici delle ultime 24 ore avrebbero superato i 400-500 mm. Si tratta di apporti pluviometrici molto consistenti, degni da piogge torrenziali che hanno causato “flash floods” e l’esondazione di diversi fiumi e corsi d’acqua.

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Addirittura lo scorso mercoledì 9 Settembre 2015 la stazione meteorologica di Nikko in meno di 24 ore ha registrato un accumulo di oltre 382 mm di pioggia, seguiti dai 225 mm di Utsunomiya e dagli oltre 155 mm di Tokyo, i quali sommandosi agli 84 mm del giorno precedente arrivano ad un totale complessivo di 239 mm. Notevoli anche i 210 mm caduti a Sendai nella giornata di giovedì 10 Settembre, mentre il grosso dei forti rovesci e delle piogge torrenziali si spostava verso il settore settentrionale di Honshù, con apporti pluviometrici di oltre i 150-200 mm. Un quantitativo di acqua enorme e non facilmente smaltibile in così poco tempo. Riguardo i venti le massime raffiche si sono registrate nella giornata di ieri, nelle ore antecedenti al “landfall” della tropical storm, quando il centro di “Etau” si trovava a pochi chilometri dalle coste orientali di Honshù.

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Gli intensi venti associati alla circolazione ciclonica della tropical storm hanno anche determinato risacche lungo tutte le coste orientali di Honshù. Il moto ondoso piuttosto intenso ha raffreddato questo tratto di oceano, per “Upwelling”. Pertanto i prossimi tifoni che proverranno dal Pacifico occidentale, raggiungendo il Giappone meridionale si troveranno a scorrere su acque superficiali più fredde del normale, e quindi meno appetibili. Ora, nonostante il progressivo indebolimento dell’attività convettiva interna e la rapida deformazione della struttura depressionaria, ad opera del forte attrito esercitato dalle montagne che caratterizzano l’entroterra dell’isola di Honshù, la tempesta per diverso tempo ha mantenuto al proprio interno una buona dose di umidità tropicale che ha continuato a scaricare piogge e forti rovesci anche sul nord di Honshù. Piogge molto intense che purtroppo hanno causato allagamenti e la piena di fiumi e corsi d’acqua che scivolano dalle Alpi Giapponesi.

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Mentre nelle aree montuose dell’entroterra, visto il notevole carico di piogge, si sono verificate frane, smottamenti e improvvise colate di fango. A causa dell’intensificarsi del “Wind Shear” in quota ed lo spostamento verso acque superficiali sempre più fredde, con il progressivo venir meno dell’alimentazione umida marittima, i resti di “Etau” dovrebbe cominciare a perdere tutte le sue caratteristiche tropicali, di sistema depressionario “barotropico”. Salendo di latitudine i rimasugli della depressione tropicale, consolidati soprattutto alle quote più alte della troposfera (visto che parte della circolazione ciclonica nei bassi strati è stata deformata dai rilievi di Honshù), salendo verso nord sul mar del Giappone, oltre i 42° – 43° di latitudine nord, verranno assorbiti dal flusso delle intense correnti zonali che scorrono con forza alle quote superiori della troposfera, fuoriuscendo con forza dall’estremo oriente russo.