Il destino è scritto nei centimetri: le persone basse sono più longeve, quelle alte sono più felici

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Più di uno studio suggerisce che la statura può influenzare il destino delle persone in molti campi, dal fascino al conto in banca, dalla durata della vita al potere

Quando si parla di statura la saggezza popolare offre verdetti contrastanti: al detto “altezza, mezza bellezza” fa da contraltare la credenza secondo cui “il vino buono sta nella botte piccola”. Quale delle due versioni è più fondata? E’ la scienza a tentare di dirimere la questione. L’unica certezza è che l’altezza è un semplice dato biologico e si può fare poco per cambiarlo: le donne a caccia di qualche centimetro in più possono ricorrere a un tacco 12, mentre le più alte possono optare per la ballerina per sembrare meno imponenti. Per gli uomini c’è senz’altro meno margine di manovra. Più di uno studio, però, suggerisce che la statura può influenzare il destino delle persone in molti campi, dal fascino al conto in banca, dalla durata della vita al potere. Qualche esempio: dall’alto del suo metro e 90 centimetri, Abraham Lincoln avrebbe svettato su Barack Obama, sebbene anche l’attuale presidente Usa sia più alto di circa 8 centimetri rispetto alla media americana. Secondo una ricerca recente non sarebbe un caso: i candidati più alti tendono a strappare più voti alle elezioni, hanno osservato gli autori. Inquilini della Casa Bianca a parte, gli uomini e le donne che possono contare sull’altezza sono considerati più dominanti, sani e intelligenti, conclude lo studio citato insieme ad altri dalla Bbc online, e hanno maggiori probabilità di essere scelti per i lavori più competitivi, ma anche di guadagnare di più. Teorie che nella pratica spesso trovano smentite, almeno in patria: basti pensare agli ultimi premier italiani, tutti non particolarmente alti. E volendo guardare all’estero anche Winston Churchill e Martin Luther King trasudavano carisma nonostante fossero collocabili sul ‘versante basso’.

ALTEZZAGli studi propendono per gli alti anche sul fronte dell’attrazione sessuale. La teoria è che gli uomini statuari tendono ad avere più fascino. Quanto alle donne alte, sebbene la statura faciliti la carriera da top model e susciti ammirazione, non sembrano invece godere degli stessi vantaggi nel gioco delle coppie. Sul versante sportivo la gara fra alti e bassi si conclude in maniera contraddittoria: se si guarda un campo da basket o una pista ci si rende conto che le gambe più lunghe sono un vantaggio in molte competizioni. Eppure, a volte un corpo più piccolo può essere un vantaggio. La scienza conferma: ci vuole meno tempo perché un impulso nervoso viaggi dal cervello agli arti, e questo implica tempi di reazione più rapidi. Per non parlare dell’equilibrio e dell’accelerazione rotazionale che porta i più bassi a eccellere in ginnastica, snowboard, pattinaggio, sci e persino immersioni. Non solo: le persone basse, cadono da una distanza minore. Mentre secondo una stima, chi è più alto del 20% accumula il doppio dell’energia cinetica in caso di capitomboli. Da qui il tallone d’achille dei ‘giganti’: per loro la probabilità di soffrire di lesioni durante la vita è più alta, per le donne il rischio di frattura raddoppia. Anche i dati sulla durata della vita sorprendono. Ed è un piccolo borgo sardo a contrastare il dato di fatto che i bambini più sani tendono a crescere più alti. Villagrande Strisaili detiene il record di uomini centenari in Europa. Merito di più fattori, tra cui la dieta mediterranea e una vita sociale vivace, ma gli esperti si spingono a ipotizzare che anche l’altezza media degli abitanti conti: circa 1 metro e 60 cm per la generazione più vecchia. Tra i ‘matusalemme’ sardi i più alti hanno vissuto circa due anni in meno rispetto ai vicini più bassi. Altro punto a sfavore dei soggetti alti è il numero di cellule: essendo di più, aumenta anche il rischio di mutazioni che potrebbero causare per esempio il cancro. Un corpo più grande, poi, tende a bruciare più energia, aumentando l’accumulo di sottoprodotti tossici che potrebbero contribuire a una ‘usura’ generale. Ancora meno rassicurante l’esito di uno studio condotto su 1,3 milioni di spagnoli, secondo cui ogni centimetro supplementare di altezza taglia 0,7 anni all’aspettativa totale di vita. La consolazione? Il guadagno in felicità: diversi studi suggeriscono che un’altezza maggiore si correla a punteggi più alti in fatto di serenità e gioia di vivere. Dato, ipotizzano i ricercatori, influenzato dalle prospettive maggiori di carriera. In definitiva, però, la summa di tutti gli studi sulla statura sembra portare a un’unica conclusione: non importa quanti centimetri si vincano alla lotteria della vita, perché non è tanto la dimensione del corpo a determinare il destino ma il modo in cui lo si utilizza.