Il diesel pulito? “Non esiste”: il futuro è l’idrogeno, anche per le automobili [FOTO]

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    Parla il il fisico Nicola Conenna, Presidente della Fondazione H2U e creatore di H2M il primo veicolo a idrogeno prodotto dalle fonti rinnovabili

    La fondazione H2U, a fronte delle recenti notizie sulla falsificazione delle emissioni dei motori diesel, sottolinea che non si tratta di una semplice notizia di cronaca, ma di un cambiamento epocale, con il quale si dimostra che il diesel pulito, come del resto il carbone pulito, in realtà non esiste. È bene che i produttori d’automobili adottino subito una strategia in grado di passare direttamente alle nuove tecnologie pulite che sono ormai disponibili e che possono azzerare le emissioni climalteranti e quelle inquinanti, nocive alla salute, prodotte dalla combustione.

    H2M_montecitorio_05low«Il modello d’autovettura basato sui motori a combustione interna, diesel e benzina, inventati il secolo scorso, ha fatto ormai il suo tempo. -afferma il fisico Nicola Conenna, Presidente della Fondazione H2U e creatore di H2M il primo veicolo a idrogeno prodotto dalle fonti rinnovabili – Il disastro legato alle emissioni dei diesel ha proporzioni gigantesche che vanno ben oltre gli undici milioni di veicoli “incriminati” dichiarati da Volkswagen, e tutto ciò non potrà essere senza conseguenze.

    «Il modello di mobilità basato sui combustibili fossili perde pezzi vistosamente. – prosegue Conenna – La Fondazione H2U porta avanti un modello energetico e industriale che non ha bisogno dei combustibili fossili, poiché è basato sulla radiazione solare, come energia primaria, sull’idrogeno prodotto da acqua, in un ciclo chiuso, come vettore energetico, sui motori elettrici, in luogo di quelli a combustione, e sulle fuel cell (celle a combustibile) come dispositivi per produrre energia elettrica on demand, sia sui veicoli, sia sugli edifici. Si tratta di un modello totalmente carbon free, privo di qualsiasi emissione nociva e alcune delle più importanti case automobilistiche mondiali, non europee, lo stanno già adottando».

    h2m_04CorvinoL«Perchè le autovetture a idrogeno possano diffondersi è necessario realizzare la rete di distribuzione europea e, nell’attesa che le nuove tecnologie si diffondano, occorre iniziare subito, ed è possibile, a utilizzare l’idrogeno per abbattere le emissioni dei motori diesel inquinanti, favorendo così la diffusione delle necessarie infrastrutture», conclude Conenna.

    Il fisico Nicola Conenna, presidente della Fondazione H2U terrà mercoledì 30 settembre, alle ore 18:00 una conferenza a San Marino, nell’aula magna dell’Università, per chiedere alla Repubblica del Monte Titano di adottare, tra i primi in Europa, questo modello energetico e di mobilità sostenibile.

    SCHEDA TECNICA DI H2M

    Pannelli fotovoltaici: 6kWp su sei pannelli, film a triplice giunzione
    Superficie pannelli fotovoltaici: 80 metri quadrati
    Stringhe: 36
    Inverter: 1 da 6 kW uscita 220 V due fasi, 380 V trifase
    Fuel cells: 2 in tandem per un totale di 2,5 kW
    Batterie: 24 batterie tampone da 230 A/h
    Elettrolizzatore: due da 1 normal m3/h
    Compressore idrogeno: multistadio fino a 350 bar
    Bombole di stoccaggio idrogeno: 10 da 50 litri cadauna. Il mezzo è predisposto per 20.
    Bombole di stoccaggio metano (per alimentazione idrometano): 4 da 50 litri cadauna
    Regolatori di carica: 6
    Illuminazione locali: Led
    Impianto audio: 4.000 W
    Gestione: sistema digitale integrato per la gestione domotica di tutti gli apparati del veicolo, compresa miscelazione carburanti sul motore endotermico
    Motorizzazione: 6 cilindri 3000 cm3, HDI
    Iniezione motore: diesel (standard), idrogeno, metano. Tutti gestiti in maniera digitale.