Iran: le potenzialità scientifiche del Paese illustrate su “Science”

L’Iran ha alcune potenzialità che vanno ben oltre la questione nucleare, come racconta in uno speciale su ‘Science’ l’International News Editor Richard Stone

L’Iran non è solo terra di conflitti e di petrolio, ma anche di scienza. Nonostante l’isolamento subito negli ultimi anni, infatti, il Paese ha alcune potenzialità che vanno ben oltre la questione nucleare, come racconta in uno speciale su ‘Science’ l’International News Editor Richard Stone. La fine delle sanzioni in cambio del permesso all’Onu di ispezionare i siti militari, ottenuta nello storico accordo firmato a Vienna nel mese di luglio, potrebbe contribuire a diffondere le scoperte degli scienziati iraniani rimasti finora nell’ombra, con pochi fondi e senza la possibilità di confrontarsi davvero con una platea internazionale. Entro la primavera del 2016 è prevista per esempio la messa in funzione di un telescopio con uno specchio di 3,4 metri. Il progetto per un osservatorio nazionale iraniano iniziò negli anni ’80, ma fu presto messo da parte per cause legate alla politica internazionale. A breve potrebbe essere operativo per indagare la materia oscura e osservare le galassie. L’altra partita scientifica iraniana riguarda invece l’ambiente e in particolare il lago di Urmia, nel Nord del Paese. Proclamato dall’Unesco riserva per la biosfera, si tratta di un bacino di acqua salata tra i maggiori al mondo, la cui superficie si è drasticamente ridotta nel corso degli anni a causa dello sfruttamento selvaggio. Per salvarlo, il Governo iraniano ha avviato il più grande progetto ambientalista della sua storia, che prevede il coinvolgimento di esperti internazionali. A corollario dello speciale di ‘Science’, un editoriale di Mohammad Farhadi, il ministro iraniano della Scienza, evidenzia come il Paese intenda uscire dall’isolamento – anche scientifico – di questi anni avviando una nuova era di collaborazione internazionale.