Maltempo Emilia-Romagna: Coldiretti chiede lo stato di calamità naturale

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“Dove ha colpito il maltempo, i viticoltori vedono svanire il raccolto di quella che si presentava come una grande annata, sia in qualità, sia in quantità”

Grandine, pioggia torrenziale e trombe d’aria. E’ bastato un pomeriggio per rovinare interi raccolti e causare “milioni di euro di danni” all’agricoltura dell’Emilia-Romagna, in particolare nelle province di Ferrara, Modena e Reggio Emilia. Tanto da spingere Coldiretti a chiedere lo stato di calamita’ naturale. “Dai primi rilevamenti i danni vanno dal 50 al 100%”, piange l’associazione di categoria, in una nota. A farne le spese soprattutto le coltivazioni di pere (“In pieno periodo di raccolta”) e mele, con danni che “superano il 60%”, ma anche uva, mele, cocomeri, pomodoro, mais e soia. “Ne risentira’ in modo particolare la produzione di pere, di cui Modena e Ferrara sono i maggiori produttori in Italia- afferma Coldiretti- pesantissima anche la situazione dei vigneti a Modena e Reggio Emilia. Dove ha colpito il maltempo, i viticoltori vedono svanire il raccolto di quella che si presentava come una grande annata, sia in qualita’, sia in quantita’. Nel reggiano perso l’ultimo raccolto delle angurie e annullati i raccolti di mais, pomodori e uva”. Ma non e’ tutto. “Nell’alto ferrarese, nei Comuni di Cento e Bondeno, oltre alla grandine si e’ abbattuta anche una tromba d’aria che ha provocato danni a capannoni e fienili- riferisce Coldiretti- a Ferrara sono stati colpiti, oltre allo stesso capoluogo, anche i comuni di Vigarano, Mirabello, Masi Torello. Nella bassa ferrarese, colpiti Tresigallo e Formignana. In provincia di Modena sotto la grandine sono finiti i comuni di Concordia, San Possidonio, Mirandola, Massa Finalese, Finale Emilia, San Felice sul Panaro, Camposanto, Novi e Sorbara. A Reggio Emilia devastate la campagne di Novellara, Luzzara, Boretto, Guastalla e Rolo”. Insomma, dove ieri ha colpito il maltempo, “i raccolti sono andati quasi totalmente persi- ribadisce Coldiretti- e anche se e’ ancora presto fare una prima reale stima dei danni, siamo di fronte a perdite, tra mancati raccolti e danni alle strutture, di diversi milioni di danni”. In altre parole, “ci sono tutte le premesse per chiedere lo stato di calamita'”. Richiesta sottoscritta anche dall’M5s. “L’ennesimo evento naturale che mette in ginocchio la bassa modenese e il ferrarese- lancia l’allarme il deputato grillino Vittorio Ferraresi, in una nota- agricoltura in ginocchio, cittadini che hanno subito danni alle abitazioni, alle automobili, capannoni con tetti scoperchiati, infiltrazioni d’acqua negli edifici, pali della luce, segnaletica, divelti. Siamo stanchi, a terra”. Per questo, l’M5s chiede “un intervento urgente da parte della Regione e del Governo per rimediare almeno in parte a questo ulteriore, pesante, ennesimo disastro”. Ferrari chiede che il Governo “metta in campo risorse urgenti, all’interno dei territori che ancora oggi rientrano nello stato di emergenza del terremoto, e di quelli che eventualmente non vi sono ricompresi, con procedure semplificate per la certificazione dei danni subiti e procedure celeri per i risarcimenti. Agli agricoltori va riconosciuto il danno, lo stato di calamita’ naturale deve coprire l’intero importo”. Altrimenti, mette in guardia il deputato M5s, “rischiamo di perdere, oltre al reddito, la volonta’ di continuare a investire in un settore fondamentale della nostra economia, continuamente a rischio”. Secondo i 5 stelle, dunque, “questi sono provvedimenti indispensabili da prendere il prima possibile. A Roma non faremo mancare la voce del nostro territorio”.