Mers, OMS: gli sforzi per il controllo dell’epidemia sono ancora insufficienti

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Il virus Mers continua ad essere trasmesso dai cammelli agli uomini in alcuni Paesi, così come casi di contagio da uomo a uomo nei servizi sanitari

Gli sforzi e i progressi fatti per tenere sotto controllo il virus della sindrome respiratoria del Medioriente (Mers-Cov) sono ancora insufficienti e rimane alto il rischio di ulteriori epidemie in tutto il mondo. A lanciare l’allarme e’ il Comitato International Health Regulations, coordinato dall’Organizzazione mondiale della sanita’ (Oms). L’attuale epidemia inoltre e’ vicina all’inizio del pellegrinaggio a La Mecca, dopo il quale molti pellegrini faranno ritorno nei loro Paesi con sistemi di sorveglianza e assistenza sanitaria deboli. La recente missione dell’Oms in Arabia Saudita, dove lo scorso 23 agosto c’e’ stata un’epidemia ospedaliera partita dal pronto soccorso, ha potuto verificare che il virus ha potuto propagarsi per le condizioni di sovraffollamento nell’ospedale, movimento dei pazienti contagiati non ancora diagnosticati e lacune nell’applicazione delle misure di controllo e prevenzione. Tuttavia, secondo il Comitato, la situazione non rappresenta ancora un’emergenza di salute pubblica e preoccupazione internazionale, ne’ sono necessarie restrizioni a viaggi e commerci, anche se e’ stata aumentata l’attenzione. Il virus continua ad essere trasmesso dai cammelli agli uomini in alcuni Paesi, cosi’ come casi di contagio da uomo a uomo nei servizi sanitari. A incidere sul propagarsi dell’epidemia, rileva il Comitato, e’ soprattutto la consapevolezza ancora insufficiente sui pericoli posti dal virus, un insufficiente coinvolgimento di tutti i settori importanti e la mancata implementazione di misure di controllo delle infezioni, soprattutto nei pronto soccorso. Serve una maggiore collaborazione dai settori agricoli e di salute veterinaria, e anche piu’ sforzi nello sviluppare un vaccino.