Mostra del Cinema di Venezia: al via con “Everest” di Kormakur, una “storia epica”

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“Everest” è ispirato a una serie di libri tra cui “Aria sottile” di Jon Krakauer, autore del conosciutissimo “Into the Wild”

Stasera ‘Everest’ aprira’ ufficialmente il la 72esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia. Il film dell’islandese Baltasar Kormakur (nelle sale dal 24 settembre) ci porta sulla cima piu’ alta del mondo narrando il viaggio incredibile e tragico di due spedizioni avvenute nel 1996 in cui sono morti otto alpinisti a causa di una tempesta improvvisa. Il film, interpretato da un cast importante – Josh Brolin, Jake Gyllenhaal, Jason Clarke e Emily Watson – e’ stato accolto alla proiezione stampa di questa mattina con freddezza. ‘Everest’ e’ ispirato a una serie di libri tra cui ‘Aria sottile’ di Jon Krakauer, autore del conosciutissimo ‘Into the Wild’, da cui Sean Penn trasse l’omonimo lungometraggio. “Una storia intima ed epica come accade per i grandi film di cassetta – afferma il regista -. Volevo che gli attori assorbissero le sensazioni dalla natura stessa e che non interpretassero personaggi tipicamente hollywodiani, ma piu’ intimi. Era impossibile raccontare questa vicenda senza andare sul luogo”. Il film e’ un viaggio che spinge lo spettatore tra i ghiacci (grazie al 3D), che indaga la sofferenza e l’essenza dell’uomo. Un viaggio anche “metaforico che cerca di far capire chi siamo e come ci si relaziona con la natura – conclude Kormakur -. Qualsiasi ambizione puo’ essere rappresentata attraverso la metafora della montagna”. ‘Everest’ e’ stato girato in Nepal, “nei posti in cui e’ avvenuta la tragedia, siamo arrivati fino al campo base”, assicura Kormakur. Poi la troupe si e’ affidata al ghiacciaio della Val Senales a 3.000 metri d’altezza dove si toccavano i -30 gradi, agli studi di Pinewood a Londra e a Cinecitta’. “Non ho mai cercato mettere in pericolo nessuno – spiega il regista – ho fatto soffrire i miei attori, ma nessuno si e’ ferito”. Per raccontare questa storia e le vicende di questi alpinisti si sono messi in gioco interpreti del calibro di Josh Brolin, nei panni di Beck, Jake Gyllenhaal, in quelli di Scott Fischer, il cui corpo rimase tra i ghiacci, Jason Clarke (Rob Hall), il capo cordata e Emily Watson (Helen Wilton). Tutti presenti al Lido in occasione dell’anteprima mondiale in programma alle 19 di oggi. “E’ una grossa responsabilita’ portare sul grande schermo una tragedia che e’ accaduta veramente – afferma Gyllenhaal, che ritorna a Venezia a dieci anni da ‘I segreti di Broadback Mountain’ – non sai che impatto ha sui parenti, per esempio di Scott. Mi sono relazionato con i figli che mi hanno regalato il ritratto del padre. In questo modo ho trasferito la loro energia nel mio personaggio”. “A un certo punto questa responsabilita’ devi metterla da parte e pregare che tutto vada per il meglio senza danneggiare nessuno – aggiunge Brolin – per ora sembra che abbiamo rispettato l’essenza di tutti”.