Negli ultimi 10 anni è crollata la vendita delle sigarette: -25% in Italia

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Ecco tutti i dati che fotografano la situazione italiana dei fumatori: meno vendite di sigarette, meno ricoveri ospedalieri dovute a patologie legate al fumo e più rispetto delle normative negli spazi pubblici

Il divieto di fumo nei locali pubblici ha portato in dieci anni a meno sigarette vendute e meno malattie cardiovascolari, con un bilancio sostanzialmente positivo anche se “occorre continuare ad impegnarsi per mantenere e migliorare i risultati conseguiti”. Lo affermano i dati diffusi oggi dal ministero della Salute in occasione del lancio della campagna 2015 contro il fumo.

GIÙ LA VENDITA DI SIGARETTE: la diminuzione delle vendite di sigarette negli ultimi 10 anni (2004-2013) e’ pari a circa il 25,1%, e per il 2012, per la prima volta in 10 anni, le vendite del tabacco trinciato (per le sigarette “fai da te”) sono leggermente diminuite (-0,7%). “Per questa tipologia comunque dal 2004 le vendite sono piu’ che quintuplicate – spiega il ministero – con questo tipo di tabacco che e’ arrivato a rappresentare il 5,1% del mercato (le sigarette il 92.8%), ha un costo inferiore rispetto alle sigarette ed e’, quindi, particolarmente “appetibile” per i giovani consumatori”. Dall’elaborazione dei dati dell’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato (AAMS), nel corso del 2014 risulta che le vendite dei prodotti del tabacco si sono ridotte del 5,4%, rispetto al 2011, anche se uno studio di Iss e Mario negri ha visto un progressivo ‘appiattimento’ della riduzione.

IN CALO RICOVERI: anche in Italia, come registrato pure da studi in altri paesi, c’e’ stata una riduzione degli eventi coronarici acuti tra il 2004 e gli anni successivi all’introduzione della legge che proibiva il fumo nei locali pubblici, con valori che vanno dal -4% al -13% dei ricoveri per infarto tra le persone in eta’ lavorativa.

RISPETTO DELLA LEGGE: dal 2002 al 2013 i carabinieri NAS hanno compiuto quasi 32.000 controlli in tutta Italia, presso diverse tipologie di locali (stazioni ferroviarie, ospedali, ambulatori, musei e biblioteche, aeroporti, uffici postali, e sale scommesse, discoteche, pub e pizzerie), che hanno evidenziato il sostanziale rispetto della norma. “E’ importante, tuttavia – sottolineano gli esperti – continuare i controlli e mantenere alto il livello di vigilanza, perche’ anche se, come mostra il grafico relativo alle infrazioni, le multe contestate ai fumatori sono state inferiori a quelle elevate nel 2005, negli ultimi due anni la percentuale delle sanzioni sembra essersi stabilizzata intorno al 4,5%”.