La comunità anti-ogm è per ora quella che sta vincendo la battaglia delle relazioni pubbliche
Ogm o organico. E’ ‘guerra del cibo’ negli Stati Uniti. E i colossi dell’industria affilano le armi, spendendo miliardi di dollari in lobby per portare avanti le loro cause. Una battaglia combattuta reclutando professori, ricercatori e accademici con l’obiettivo di dare base scientifica alle loro rivendicazioni, e che si inasprisce in attesa del voto del Senato su un progetto di legge, gia’ approvato dalla Camera, che vieta agli stati di adottare leggi che richiedono la comunicazione dei cibi prodotti con ingredienti geneticamente modificati. La comunita’ anti-ogm e’ per ora quella che sta vincendo la battaglia delle relazioni pubbliche, conquistando clienti con la decisione di ridurre o eliminare dai propri prodotti gli ingredienti geneticamente modificati. Monsanto, il colosso dei semi e degli ogm, si e’ alleato con la Biotechnology Industry Association e la Grocery Manufactures Association per portare avanti la sua battaglia sulla bonta’ dei cibi ogm e soprattutto degli erbicidi usati nelle coltivazioni ogm. La promozione dei prodotti geneticamente modificati e’ spinta con l’aiuto di accademici e gli scambi di email con ricercati mostrano – riporta il New York Times – la crescente collaborazione. Uno dei nomi piu’ rilevanti che si e’ schierato a favore dell’industria degli ogm e’ Kevin Folta, presidente del dipartimento di scienze orticole all’Universita’ della Florida. ”La campagna di cattiva informazione nel campo biotecnologico e’ elevata e questo e’ un male nel progresso per trasformare la scienza e la conoscenza in produttivita”’ afferma Folta, uno degli accademici avvicinato dall’industria degli ogm per difendere e promuovere i suoi prodotti. I pagamenti e i fondi stanziati a ricercatori e accademici sollevano pero’ delle perplessita’, anche se non violano la legge.


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