Radioastronomia: la Cina ufficializza la volontà di ingresso in SKA

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Una volta completato, SKA sarà un network caratterizzato da un 1 km quadrato di area di raccolta (140 campi da calcio) e avrà un grande campo di vista

La Cina ha firmato una lettera d`intenti con la SKA Organisation, al lavoro per la realizzazione dello Square Kilometre Array (SKA), il più grande network di radiotelescopi al mondo che verrà costruito in Australia e in Sudafrica nel prossimo decennio.
Il governo cinese ha così ufficializzato di voler iniziare le negoziazioni con le altre nazioni che formano parte del progetto scientifico mondiale, nel quale scienziati e ingegneri sono e saranno chiamati ad affrontare immense sfide nel campo dell`informatica, dell`astrofisica, dell`ingegneria e dell`ecosostenibilità.
La lettera d`intenti è stata firmata dal viceministro della Scienza e Tecnologia Jianlin Cao. La Cina, sottolinea il notiziario online dell’Istituto nazionale di astrofisica, Media Inaf, si unisce così ad un gruppo ristretto di 6 nazioni (Australia, Italia, Olanda, Nuova Zelanda, Sudafrica e Regno Unito) che si occupano della trasformazione di SKA (ora organizzazione senza scopo di lucro) in un`organizzazione intergovernativa (IGO) regolata da un trattato, come il Cern, il che assicurerà una forte governance per tutta la durata del progetto. Le fasi di questo processo vengono portate avanti presso il quartier generale di SKA a Manchester. Il trattato verrà firmato dai paesi membri nel 2016 e vedrà a capo dell`IGO il governo italiano.
La Cina prende parte alla progettazione di SKA, inizialmente attraverso i National Astronomical Observatories of the Chinese Academy of Sciences (NAOC) e dal 2012 attraverso il Ministero della Scienza e della Tecnologia (MOST). L`industria cinese, gli istituti di ricerca e le università sono coinvolte poi in 6 degli 11 consorzi internazionali di design al lavoro per SKA.
Una volta completato, SKA sarà un network caratterizzato da un 1 km quadrato di area di raccolta (140 campi da calcio) e avrà un grande campo di vista, un`estensione di alcune migliaia di chilometri e tecnologie innovative per ricevitori, trasporto ed elaborazione del segnale e calcolo. SKA conterà migliaia di grandi antenne e milioni di ricevitori radio, distribuiti tra le regioni desertiche dell`Africa e dell`Australia, che ne faranno una straordinaria arma per studiare l`evoluzione dell`Universo, la gravità e la materia oscura e gli enigmatici e vasti campi magnetici, potendo arrivare a superare di 50 volte la risoluzione e la qualità delle immagini finora ottenute grazie all`Hubble Space Telescope.
Il nostro Paese, grazie al coinvolgimento dell`Inaf e delle industrie italiane, è uno dei membri promotori del progetto, sin dalle prime fasi. Oltre alla direzione dell`IGO, l`Italia ha un ruolo di rilievo nel Consiglio di Amministrazione di SKA e grazie all`appena nato Osservatorio di Radioastronomia (ORA) dell`Inaf si affermerà ancora di più l`importanza della radioastronomia italiana nel mondo.