Rene policistico: il punto dopo 10 anni di lotta

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Per promuovere ricerca scientifica e prevenzione della malattia policistica renale ‘Rene Policistico’, Airp ha recentemente sostenuto un progetto di ricerca volta ad individuare delle cure specifiche per questa malattia (Adpkd), ancora priva di un trattamento efficace

Oggi l’Associazione Airp Onlus, Associazione Italiana Rene Policistico Onlus, nel celebrare il decennale della sua fondazione, ha fatto il punto sui progressi della scienza medica e farmaceutica in materia di rene policistico, una patologia fino a pochi anni fa definita “negletta”, cioe’ pressoche’ sconosciuta, sicuramente sottostimata e tardivamente diagnosticata. L’Associazione Airp da sempre, si occupa di dare sostegno ai pazienti affetti da malattia policistica renale autosomica dominante Adpkd e autosomica recessiva Arpkd, fornire loro corrette informazioni sulla patologia, costruire un network di clinici esperti intorno al paziente e aiutarlo a gestire le problematiche di tipo emotivo, sostenendo anche i familiari. “Il nostro impegno e’ quello di sensibilizzare e favorire la diffusione delle conoscenze del rene policistico- afferma la Dr.ssa Luisa Sternfeld Pavia, Presidente Airp, Associazione Italiana Rene Policistico Onlus- mettendo in connessione i pazienti, le loro famiglie e i medici che si dedicano allo studio, alla diagnosi e alla terapia di questo male insidioso. Per promuovere ricerca scientifica e prevenzione della malattia policistica renale ‘Rene Policistico’, Airp ha recentemente sostenuto un progetto di ricerca volta ad individuare delle cure specifiche per questa malattia (Adpkd), ancora priva di un trattamento efficace”. La malattia policistica renale autosomica dominante (Adpkd) e’ una malattia genetica progressiva, cronica caratterizzata principalmente dallo sviluppo e dall’ingrossamento di numerose cisti piene di liquido nei reni. L’Adpkd e’ causata da un difetto genetico del cromosoma 16 (Pkd1 – 85% dei casi) o del cromosoma 4 (Pkd2 – 15% dei casi) e puo’ colpire soggetti di entrambi i sessi, senza distinzione di eta’, razza o etnia. Cosi’ in un comunicato l’Airp. In alcuni casi, i pazienti con Adpkd allo stadio iniziale non manifestano alcun sintomo e cio’ comporta che la malattia venga diagnosticata solo a uno stadio tardivo (30-55 anni). Nel momento in cui viene riscontrata una diminuzione della funzionalita’ renale, la compromissione dell’anatomia del rene e’ gia’ in fase piuttosto avanzata. La formazione e la crescita delle cisti renali determinano un aumento delle dimensioni del rene: cio’ indica in modo continuo e quantificabile la progressione della malattia. Circa la meta’ dei pazienti raggiunge lo stadio terminale della malattia renale (Esrd) e necessita, in media entro i 54 anni, di una terapia sostitutiva della funzione renale (Rrt) attraverso la dialisi o il trapianto del rene. “È dunque nell’ottica di individuare la causa-effetto tra mutazione genetica e sviluppo della malattia, in particolare la formazione delle cisti, che nasce il progetto di ricerca supportato da Airp- spiega la Dr.ssa Alessandra Boletta, Direttore della Divisione di Genetica e Biologia Cellulare presso Irccs Ospedale San Raffaele, Milano – questo percorso di ricerca ci consente di studiare le mutazioni genetiche e le alterazioni cellulari conseguenti e dunque poter individuare una soluzione terapeutica mirata a governare quelle alterazioni cellulari responsabili dello sviluppo stesso della malattia”. Il rene policistico e’ una malattia subdola che colpisce a caso membri dello stesso nucleo familiare a causa della sua ereditarieta’: cio’ determina non solo esigenze importanti di cura, ma anche problemi psicologici e sociali rilevanti. La malattia porta con se infezioni, dolore, ansia, depressione e di conseguenza difficolta’ a svolgere le attivita’ quotidiane, oltre ad una compromissione delle relazioni interpersonali, ripercussioni sulla vita sessuale, sociale, lavorativa e sulla decisione di maternita’. Il lavoro divulgativo e di sensibilizzazione compiuto da Airp in questi dieci anni ha fatto accendere i riflettori sulla gravita’ di questa malattie e ha reso possibile, lavorando insieme a medici e autorita’ sanitarie, l’avanzamento nella comprensione della biologia e della genetica molecolare di questa malattia, come anche nella prevenzione, diagnosi e nella gestione delle sue caratteristiche sistemiche e cliniche, continua l’Airp. “È importante poter dare speranza ai pazienti che fino a questo momento non hanno beneficiato di terapie risolutive- afferma il Prof. Loreto Gesualdo, Direttore Uoc Nefrologia, Dialisi e Trapianti, Azienda OU Consorziale “Policlinico di Bari” e Professore Ordinario di Nefrologia presso l’Universita’ degli Studi di Bari- i ricercatori si sono impegnati a sviluppare nuove tecniche diagnostiche e ad identificare nuovi meccanismi patogenetici di malattia per lo sviluppo di nuove terapie innovative con l’obiettivo di permettere ai clinici una prevenzione e diagnosi piu’ precoce e, quindi, una migliore gestione terapeutica dell’esordio ed evoluzione della malattia”. Importanti progressi in tema di terapia sono all’attenzione delle autorita’ sanitarie dei Paesi Europei, fra cui l’Italia, e potranno rappresentare per i pazienti affetti da rene policistico una nuova opportunita’ di trattamento. “Sono in arrivo nuovi farmaci in grado di rallentare la crescita delle cisti renali nella Apdkd, rallentando cosi’ la progressione della malattia- afferma il Prof. Francesco Scolari, Direttore SC di Nefrologia e Dialisi, Ospedale di Montichiari, AO Spedali Civili di Brescia, Professore Associato di Nefrologia, Universita’ di Brescia- fino ad oggi i pazienti non hanno avuto a disposizione terapie specifiche in grado di contenere l’avanzamento della malattia; la cura si limitava al trattamento dei segni e sintomi dell’Adpkd. Con l’arrivo di queste nuove molecole, per la prima volta sara’ possibile modificare la progressione della malattia, migliorando la qualita’ di vita dei pazienti e preservando la funzione renale”. “Auspichiamo che molti pazienti italiani presto possano beneficiare di queste nuove terapie in grado di concedere loro nuove speranze e concrete possibilita’ di migliorare la propria qualita’ di vita per questo siamo particolarmente orgogliosi di aver realizzato un incontro, come mai accaduto prima in Italia, con i piu’ illustri rappresentanti della comunita’ nefrologica internazionale e i maggiori esperti di questa malattia che domani esporranno i progressi della scienza medica, in un evento in cui al centro saranno i pazienti, i loro diritti, le loro preoccupazioni e le loro speranze”, conclude la Presidente Airp Luisa Sternfeld Pavia.