Ricerca: i neonati percepiscono il proprio corpo nello spazio a poche settimane di vita

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L’impresa getta nuova luce su aree cerebrali dei neonati che si pensava si sviluppassero molto più lentamente

Gia’ a poche settimane di vita i neonati hanno la percezione del proprio corpo nello spazio e addirittura le principali aree del cervello deputate all’elaborazione dei movimenti negli adulti, sono in realta’ all’opera gia’ poco dopo la nascita, anche se passera’ ancora parecchio tempo prima che il bebe’ impari a camminare. Lo rivela uno studio italiano pubblicato sulla rivista Plos Biology. Condotto da Maria Concetta Morrone dell’IRCCS Fondazione Stella Maris di Calambrone (Pisa) e Universita’ di Pisa (in collaborazione con l’Universita’ Vita-Salute San Raffaele di Milano), il lavoro e’ senza precedenti anche per il modo in cui e’ stato realizzato: gli esperti sono riusciti a lavorare con la risonanza magnetica su un campione di neonati, tenendoli attenti e collaborativi durante l’utilizzo dello strumento. L’impresa getta nuova luce su aree cerebrali che si pensava si sviluppassero molto piu’ lentamente. “Invece – spiega Morrone – abbiamo scoperto che gia’ poche settimane dopo la nascita, sono sorprendentemente mature”. Le esperte hanno coinvolto 12 neonati di 7 settimane e hanno studiato con la risonanza le reazioni del loro cervello a stimoli visivi, riuscendo cosi’ a costruire le prime mappe della funzione corticale visiva dei neonati. I piccini dovevano seguire con lo sguardo dei punti luminosi che si muovevano in modo casuale o in traiettorie coerenti. E’ emerso che, proprio come negli adulti, il cervello dei neonati mostra preferenza per il movimento coerente. Le somiglianze col cervello adulto riguardano un’ampia rete di aree cerebrali, comprese quelle associate alla percezione del corpo. Significa che gia’ cosi’ presto il bambino impara a percepirsi nello spazio. Lo studio puo’ avere ricadute anche in ambito clinico perche’ suggerisce la possibilita’ di fare diagnosi precoce di problemi neurologici e anche di utilizzare queste mappe cerebrali in interventi di riabilitazione precoce.