Uno studio del Politecnico di Torino ha dimostrato come sinapsi “elementari” (al limite con un singolo bit) possono essere utilizzate in modo sorprendentemente efficace
Per ricostruire artificialmente le sinapsi neurali, che presiedono al funzionamento del cervello, e’ sufficiente un bit. Uno studio del Politecnico di Torino, pubblicato sulla piu’ prestigiosa rivista scientifica di fisica, la “Physical Review Letters” dell’American Physical Society, ha dimostrato come sinapsi “elementari” (al limite con un singolo bit) possono essere utilizzate in modo sorprendentemente efficace. Il loro utilizzo comporta vantaggi tecnologici in termini di semplicita’ e di velocita’. I ricercatori sono arrivati a questo risultato prendendo spunto da considerazioni biologiche che indicano come durante i processi di apprendimento e memorizzazione le sinapsi del cervello umano non vengono modificate in modo graduale, ma “a scatti”, ovvero usando un numero molto piu’ piccolo di possibili stati, o bit di precisione. Il nuovo approccio, che suggerisce anche come sviluppare nuovi schemi algoritmici, e’ stato sviluppato nell’ambito della Fisica Statistica dei sistemi complessi, che trova applicazione anche in molti altri contesti apparentemente molto diversi tra loro, dai problemi di ottimizzazione di risorse su larga scala allo studio della struttura delle proteine, allo studio delle dinamiche dei social network o dello sviluppo delle epidemie. Tutti questi campi potrebbero beneficiare dalle novita’ evidenziate in questo studio. Coordinato dal professore Riccardo Zecchina e composto da Carlo Baldassi, Alessandro Ingrosso, Carlo Lucibello e Luca Saglietti, getta le basi per aprire la strada a nuove implementazioni tecnologiche nel campo delle reti neurali artificiali e al contempo per aiutare la comprensione dei meccanismi biologici della memoria.


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