Ricerca, terapie anti-tumorali: Unimore scopre un nuovo “bersaglio”

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Quello realizzato dagli scienziati di Unimore è “un ulteriore passo avanti nella lotta contro il cancro, che deve essere affrontato sfruttando tutti i bersagli possibili”

Gli scienziati dell’Universita’ di Modena e Reggio Emilia scoprono un nuovo “bersaglio” per le terapie anti-tumorali. Si tratta della proteina Lon, “che rimuove le proteine danneggiate, normalmente presenti in tutte le cellule dell’organismo, la cui inibizione uccide le cellule tumorali ma non quelle sane”. Lo studio, si legge in un comunicato, “e’ stato pubblicato sulla rivista internazionale Oncotarget”. Le ricerche del professor Andrea Cossarizza del Dipartimento chirurgico, medico, odontoiatrico e di scienze morfologiche con interesse trapiantologico, oncologico e di medicina rigenerativa, aiutato dalla dottoressa Lara Gibellini e dal professor Marcello Pinti, hanno portato alla luce questa proteina, che e’ “presente in tutte le cellule dell’organismo e localizzata nei mitocondri, che sono gli organelli responsabili della produzione di energia e la cui integrita’ e’ fondamentale per la sopravvivenza cellulare”. In particolare, Lon e’ “una proteasi, ovvero una proteina con capacita’ enzimatiche, capace di degradare altre proteine, e il suo ruolo principale e’ quello di rimuovere le proteine danneggiate prodotte dal normale metabolismo cellulare, il cui accumulo non permette il corretto funzionamento dei mitocondri”.

ricerca medica 1Lo studio del gruppo di lavoro modenese aveva l’obiettivo di chiarire il ruolo di Lon nella crescita e sopravvivenza delle cellule tumorali. Il team ha in primo luogo “dimostrato che Lon e’ presente in quantita’ maggiori in alcuni tipi di cellule tumorali rispetto alle cellule normali, ed e’ coinvolta nella sopravvivenza delle cellule neoplastiche”. La sua riduzione “nel carcinoma del colon, ottenuta in vitro con metodi di ingegneria genetica, determina alterazioni mitocondriali che causano la morte delle cellule tumorali”. Oggi gli scienziati modenesi hanno scoperto che “due molecole presenti in gran quantita’ nella frutta e nella verdura, note in forma abbreviata come CDDO e CDDO-Me, possono causare l’inibizione della proteina Lon, e indurre quindi la morte di numerosi tipi di cellule tumorali”. Il CDDO “non solo blocca la proteina Lon, ma induce anche un forte aumento delle specie reattive dell’ossigeno, che sono tossiche in quantita’ elevate e danneggiano ulteriormente i mitocondri delle cellule tumorali”. Un ulteriore dato positivo e’ che “nelle cellule non tumorali il CDDO non altera i livelli delle specie reattive dell’ossigeno e non provoca quindi la morte della cellula”. Risultati che rendono questa molecola “un candidato promettente per terapie oncologiche future ed evidenzia l’importanza della proteina mitocondriale Lon come bersaglio nello sviluppo di nuove strategie terapeutiche”, e che fanno dire al professor Anto De Pol, direttore del Dipartimento e co-autore dello studio, che quello realizzato dagli scienziati di Unimore e’ “un ulteriore passo avanti nella lotta contro il cancro, che deve essere affrontato sfruttando tutti i bersagli possibili”.