Salute: a Firenze un pranzo light in palestra per scongiurare l’obesità

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L’obesità in Toscana riguarda 350 mila individui ma sono addirittura 1 milione e 200 mila quelli in eccesso ponderale

Devi dimagrire? Intanto mangiamo insieme. Inizia con un pranzo il corso che tiene il dottor Marco Veltri dell’equipe diretta dal dottor Marcello Lucchese ed impegnata nell’ospedale di Santa Maria Nuova ad intervenire in maniera chirurgica contro l’obesità quando diete, attività fisica e terapie farmacologiche non riescono più a contrastare il problema. Un pranzo mirato ad insegnare come mangiare in maniera corretta a 12 euro, che si svolgerà alle 12.30 di sabato 26 settembre alla palestra Klab 2 Marignolle in via del Ferrone 5 a Firenze dove, dall’aprile di quest’anno, si tengono periodici corsi per abbandonare la pericolosissima strada dell’eccesso di peso e scongiurare la china che può portare all’operazione bariatrica, quella appunto effettuata dai 4 chirurghi e dall’anestesista del team che ogni anno operano circa 300 casi con una lista di attesa che si aggira sui 7-8 mesi. L’unità multidisciplinare del dottor Lucchese comprende anche una dietista, un endocrinologo e uno psichiatra, proprio perché fino all’ultimo o fin quando è possibile, batte la strada di strategie meno estreme e radicali dell’intervento chirurgico. L’obesità in Toscana riguarda 350 mila individui ma sono addirittura 1 milione e 200 mila quelli in eccesso ponderale. Spesso non è facile per loro e per i loro familiari avvicinarsi agli strumenti utili a ridurre peso.

DIETA ESTATE 1La collaborazione dell’Azienda sanitaria di Firenze con il tempio del benessere della Klab mira proprio a coinvolgere le persone che potrebbero aver maggiori difficoltà ad avviare un percorso di cura di se stessi. Il corso fornirà informazioni sull’argomento e ai partecipanti verranno offerte le misurazioni che consentono di valutare se si è solo un po’ in carne o alle soglie di un problema non solo estetico – ed anche solo da questo punto di vista spesso con significative conseguenze psicologiche e possibili complicazioni sul piano sociale e lavorativo – ma rischioso. Per l’Organizzazione mondiale della sanità, infatti, l’obesità è associata a malattie debilitanti e pericolose: difficoltà respiratorie, insufficienza venosa cronica e vene varicose, difficoltà di deambulazione, mal di schiena, dolori articolari, astenia, malattie cutanee. E poi in agguato il diabete di tipo 2, l’ipertensione arteriosa, la sindrome metabolica, epatopatie, ipercolesterolemia, ipertrigliceridemia, dislipidemie, apnea notturna, sindrome dell’ovaio policistico della donna, anche alcune forme di tumore. E ancora lo spettro dell’insufficienza cardiaca, dell’infarto, dell’ictus essendo il cuore costretto a un surplus di lavoro. Sempre secondo l’Organizzazione mondiale della sanità nei paesi industrializzati il 20% della popolazione è a rischio obesità. All’intervento di chirurgia bariatrica si ricorre quando, scartati i percorsi medici, dietetici e psicologici, una persona ha da almeno 5 anni un peso patologico, cioè un indice di massa corporea (Bmi, body mass index, o, raramente, Imc) superiore ai 40 chilogrammi per metro quadro oppure ai 35 chilogrammi/metro quadro con una patologia associata, come il diabete, l’ipertensione, artralgie, apnee notturne. Questi pazienti devono aver precedentemente fallito i regimi dietetici condotti sotto guida specialistica, avere comportamenti alimentari stabili e non alterati, non avere problemi di dipendenze, disturbi severi della personalità che impedirebbero loro di attenersi al regime ”a vita” previsto dopo l’intervento, o, infine, patologie con ridotta aspettativa di vita. Gli interventi chirurgici consistono in bypass gastrici, bendaggi gastrici, diversioni bilio-pancreatiche, ”restrizioni dello stomaco” (Sleeve Gastrectomy), in laparoscopia ed hanno degenze che in media variano, a seconda della gravità e salvo complicanze, da 2 a 4 giorni.