Salute: cocktail di stagione per un aperitivo sano

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A settembre, meglio scegliere il Mimosa e tutti i cocktail agrumati

La stagionalità di frutta e verdura non va tenuta d’occhio soltanto al supermercato. È importante anche quando, seduti al tavolino del bar, si sfoglia il menù dei cocktail. “Non ha senso prendere un Bellini a dicembre. Un buon Bellini si fa con le pesche bianche, e le pesche sono un frutto estivo”. A spiegarlo è Luca Picchi, capobarman al celebre caffè Rivoire di Firenze e autore del libro in uscita Negroni cocktail. “Usare ingredienti freschi e naturali fa la differenza sul palato: se si usano prodotti industriali il gusto è diverso”, spiega ad AdnKronos. A settembre, meglio scegliere il Mimosa e tutti i cocktail agrumati. A partire da ottobre, in particolare, quelli con i mandarini. Nel periodo invernale si privilegiano uva e melagrana. Il Garibaldi con la spremuta fatta sul momento, non in bottiglia, è tutta un’altra cosa, assicura il barman. “È importante impiegare frutta di stagione nei cocktail sia per motivi balsamici, per cui è meglio aspettare la piena maturazione, che per motivi economici: i prezzi sono più bassi – continua Picchi – dopodiché conoscere le materie prime non è sufficiente, bisogna anche saperle trattare in modo giusto”. Ad esempio, spremere la melagrana nello spremi-agrumi la rende tannica, amara; perciò va o centrifugata, o spremuta chicco per chicco. Scegliere di usare prodotti freschi e naturali significa alzare i tempi di preparazione e i costi. “Si possono trovare dei compromessi – sottolinea Picchi – non è detto che delle buone arance costino meno delle bottigliette di spremuta”. Se la qualità degli ingredienti era un tempo esclusiva dei bar e degli hotel di lusso, “oggi si sta diffondendo anche tra quelli di fascia media – aggiunge – c’è un piacevole fermento nel settore: molti operatori, sollecitati anche da una maturazione dei clienti stessi, hanno alzato la soglia di attenzione su questi criteri”. Nel bar dove lavora ha elaborato persino una versione salutare e alcol-free del classico Negroni: è composta da sciroppo al bitter, succo di cranberry naturale, ricco di vitamina C, e infine sanbitter rosso. Un’alternativa per un aperitivo sano viene dai cocktail dietetici. Ne parla ad AdnKronos Andrea Giacinto Pieri, presidente di Aibes (Associazione italiana barman e sostenitori): “I cocktail dietetici sono ipocalorici: per 30cl di cocktail, massimo 100kcal. Analcolici, sono composti soltanto da acqua e succhi di frutta naturali, ottenuti frullando frutta e verdura. La centrifuga, infatti, disperde le fibre e le proprietà naturali”.