E’ importante “educare i bambini diabetici ad alimentarsi in modo corretto, seguendo i principi della dieta Mediterranea”
Il gioco, o piu’ in generale l’attivita’ fisica, fa bene ai bambini che soffrono di diabete. E’ quanto sottolineato a Expo nella giornata “Giochiamo a mantenerci in forma” organizzata da Fondazione salute & Benessere e Ministero della salute a Cascina Triulza per spiegare ai giovani e alle loro famiglie l’importanza di mantenere uno stile di vita sano per le persone con diabete. L’iniziativa si inserisce nell’ambito del progetto “La salute vien mangiando”, promosso dalla Fondazione salute & Benessere, Ministero della salute e Comitato delle Universita’ per Expo 2015. Nel corso della mattinata, animatori e attori, affiancati da medici ed esperti, hanno organizzato quiz, giochi di movimento e di ruolo all’aperto e in auditorium, per bambini divisi in squadre. “Il nostro progetto – ha spiegato il presidente della Fondazione salute e Benessere, Emanuela Baio, si propone di far comprendere come l’alimentazione sana e sostenibile sia terapeutica per le cronicita’. Permette non solo di prevenire, ma anche di curare malattie come il diabete, definito dall’Oms paradigma delle malattie croniche, o le malattie cardiovascolari. I primi destinatari di questo messaggio sono sicuramente le famiglie”. “In Italia – ha aggiunto il direttore generale di Igiene e sicurezza degli alimenti del Ministero della salute, Giuseppe Ruocco – sono circa 300mila i bambini e gli adolescenti con diabete giovanile. Si tratta di una malattia compatibile con una vita attiva e che non impedisce l’attivita’ fisica. Quest’ultima, anzi contribuisce al buon esito della terapia e previene le complicanze del diabete di tipo primo. Altro aspetto fondamentale e’ educare i bambini diabetici ad alimentarsi in modo corretto, seguendo i principi della dieta Mediterranea”. A confermare l’effetto terapeutico dell’attivita’ fisica nel diabete giovanile e’ stato anche il presidente dell’Associazione medici diabetologi, Antonietta Musacchio: “L’attivita’ fisica – ha detto il medico – unita al dieta e ai farmaci, e’ una vera e propria arma terapeutica per combattere la malattia”.


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