“I risultati suggeriscono che la durata del sonno di per sé non è un fattore di peso per risultati di salute buoni o cattivi”
La durata del sonno notturno dei bambini non e’ un indice adeguato del loro stato generale di salute e di benessere, secondo una nuova ricerca australiana che contraddice l’idea prevalente, che un sonno abbondante sia un fattore chiave. Lo studio del Murdoch Children’s Research Institute di Melbourne, pubblicato sulla rivista Sleep Medicine, ha esaminato i modelli di sonno di oltre 4000 bambini di eta’ fra quattro e nove anni, usando diari cronologici per accertare i legami fra durata del sonno e lo stato generale di salute e di benessere. Gli studiosi, guidati dalla specialista di scienze comportamentali Anna Price, concludono che le correlazioni sono solo deboli. E ipotizzano che vi siano altri fattori piu’ significativi, che meritano ulteriori ricerche. Secondo le raccomandazioni correnti, i bambini da tre a cinque anni dovrebbero dormire da 10 a 13 ore per notte, e da otto a 10 ore fra le eta’ di sei e 13 anni. I ricercatori non hanno potuto determinare dai dati raccolti quali siano le soglie di durata di sonno che portino miglioramenti o peggioramenti misurabili in aspetti come qualita’ di vita, indici di massa corporea e circonferenza di vita, linguaggio, alfabetizzazione e abilita’ matematica. “La letteratura esistente sostiene la nozione che una minore durata di sonno e’ associata a condizioni meno buone di salute e benessere dei bambini e dei genitori. Tuttavia abbiamo osservato solo modeste associazioni fra durata di sonno decrescente e scarse misurazioni su alcuni aspetti di salute e benessere, ma nessuna associazione in altri aspetti”, scrive Anna Price. “I risultati suggeriscono che la durata del sonno di per se’ non e’ un fattore di peso per risultati di salute buoni o cattivi. Altri aspetti del sonno possano essere importanti, come gli orari in cui i bambini vanno a letto o si svegliano, se hanno sonno interrotto e se sono lenti ad addormentarsi”.


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