Salute, l’esperto: “chi mangia male non vota le riforme”. Deficit cognitivi se la dieta è sbagliata

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Per Lucio Barani ragionare in termini di alimentazione è una costante professionale: da medico dello sport e del lavoro, dietologo, il “dimmi come mangi ti dirò chi sei” è praticamente un assioma. Lui, capogruppo dei verdiniani di Ala a palazzo Madama, dimagrito com’è di 35 chili in pochi mesi, fornisce consulenze a una ventina tra deputati e senatori di maggioranza e opposizione e non esita a dire all’Adnkronos: “Chi mangia male non vota le riforme”.

montecitorioAlla richiesta di spiegazioni più puntuali, Barani sostiene che “un senatore che ha votato la prima volta il testo delle riforme istituzionali e poi decide di non votarlo in questa tornata, è perché ha le funzioni cognitive alterate dall’assunzione di grasso tossico, quello che si deposita sull’addome” e poi penetra su su, fino a colpire i neuroni cerebrali. Lui parla in termini più tecnici, ovviamente, ma il senso è quello. Fatto sta che garantisce: “I potenziali rischi sono arteriosclerosi, demenza, Parkinson. Semplicemente, i senatori che arrivano a smentire se stessi lo fanno perché, purtroppo, non capiscono quello che fanno. Ma su questo scriverò un libro. Lo prometto”, anche se, concede, “è un problema nazionale: il Paese è colpito da pessima alimentazione. Fra cento anni a sterminarci non sarà un disastro nucleare o un meteorite, ma l’intossicazione da glutine”. E quello Boschi, a questo punto, più che un testo sarebbe un test: di sopravvivenza; mica solo della legislatura, ma dell’intera specie.