Salute, OMS: rischio Mers durante il pellegrinaggio alla Mecca

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Nella tarda primavera di quest’anno, la Mers ha raggiunto la Corea del Sud, dove ha infettato 185 persone, uccidendone 36

Nelle prossime settimane gli oltre 2 milioni di fedeli che si recheranno in pellegrinaggio alla Mecca potrebbero incappare nel virus della Mers (Middle East Respiratory Syndrome), la sindrome respiratoria mediorientale da coronavirus. Il monito arriva dall’Organizzazione mondiale della sanità. Si tratta di una malattia emersa nel 2012 in Arabia Saudita e che da allora ha colpito oltre 1.500 persone – i tre quarti proprio nel Paese mediorientale – uccidendone oltre 500. La patologia è provocata da un coronavirus che potrebbe usare come vettore proprio i pellegrini. Poiché il periodo di incubazione è di due settimane, in assenza di controlli puntuali al rientro nei diversi Paesi, il virus potrebbe essere trasportato in tutto il mondo dai fedeli. Nella tarda primavera di quest’anno, il patogeno ha raggiunto la Corea del Sud, dove ha infettato 185 persone, uccidendone 36. “L’epidemia in Corea ha dimostrato che, quando il virus si diffonde in un nuovo ambiente, trova terreno fertile per la trasmissione e la distruzione del sistema sanitario e della società” fa notare l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Per l’Oms, l’Arabia Saudita sarebbe ben consapevole dei rischi: “Hanno personale sul campo e nelle cliniche appositamente dedicato alla Mers – fa sapere Christian Lindmeier, portavoce dell’Oms – Le autorità hanno dichiarato la massima allerta per il periodo del pellegrinaggio e l’anno scorso non sono stati registrati casi”. Tra le raccomandazioni dell’Oms, quella di evitare persone che abbiano sintomi influenzali, dichiarare immediatamente qualunque malessere e evitare il contatto con i cammelli. L’Oms ha inoltre ricordato ai diversi Paesi di prestare attenzione ai pellegrini diabetici, con malattie croniche ai polmoni o con il sistema immunitario compromesso, tutte categorie particolarmente vulnerabili alla Mers. Difficilmente il virus si trasmette da uomo a uomo, ma in alcuni casi ha raggiunto gli ospedali, infettando persone a stretto contato con lo staff medico o altri pazienti. “Se tutti vigileranno, il pellegrinaggio sarà un successo” conclude Lindmeier.