Scompenso cardiaco: meno di 1 persona su 10 conosce i 3 sintomi più comuni

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Meno di una persona su 10 è in grado di identificare tre dei sintomi più comuni dello scompenso cardiaco

A Roma batte un “maxi-cuore” per lo scompenso cardiaco. In occasione della giornata mondiale del cuore per far conoscere questa patologia, che colpisce oltre 600.000 persone in Italia ed e’ la prima causa di ospedalizzazione per gli over 65, con un’incidenza in costante aumento, la Galleria Alberto Sordi ospita infatti oggi “Keep it pumping – Ascolta il tuo battito”, iniziativa di sensibilizzazione promossa da Novartis in collaborazione con Aisc, l’Associazione Italiana Scompensati Cardiaci. Con una maxi-scultura a forma di cuore dipinta con messaggi sul cuore e lo scompenso cardiaco e una App per ‘donare’ i battiti del cuore. Una persona su 5 sviluppa nel corso della vita uno scompenso cardiaco e si stima che il tasso di mortalita’ sia del 30% a un anno dalla diagnosi, fino al 50% a 5 anni. Eppure meno di una persona su 10 e’ in grado di identificare tre dei sintomi piu’ comuni: affanno, stanchezza, gambe gonfie. “Un segnale molto importante e’ la fatica a salire le scale, se compare affanno dopo una o due rampe, qualcosa non va. Un altro segno riguarda le caviglie gonfie” spiega Salvatore Di Somma, Professore di Medicina Interna alla Sapienza di Roma e Direttore di Medicina d’Urgenza all’Azienda Ospedaliera Sant’Andrea. Per prevenire il peggioramento della malattia o l’evoluzione verso lo scompenso di altre condizioni e’ fondamentale controllare i fattori di rischio, come fumo, diabete, ipertensione, colesterolo alto, consumo di alcol e adottare un adeguato stile di vita. “Studi dimostrano che la nostra dieta mediterranea nei pazienti con scompenso cardiaco allunga la vita – aggiunge di Somma – come l’attivita’ fisica. Uno studio svedese evidenzia che 20 minuti al giorno di passeggiata o di bicicletta in pianura sono consigliati ai pazienti con scompenso cardiaco lieve e moderato, li aiuta a vivere meglio e piu’ a lungo”.