Gli scozzesi che parlano questo idioma indicano la neve con 421 termini diversi che permettono di descrivere con estrema dovizia di particolari le nevicate, i fiocchi di neve e altri agenti atmosferici bianchi
Per descrivere la “neve” nella loro lingua regionale, lo “scots”, gli scozzesi non si limitano a due, a tre e nemmeno a quattro ma… a 421 parole diverse, vale a dire più degli Inuits, rivelano oggi dei ricercatori. Lo scots è una delle due lingue regionali, con il gaelico scozzese, parlate in Scozia insieme all’inglese. “Lo scots è costituito a una varietà di dialetti e vanta dizionari, una tradizione letteraria, vocabolari e espressioni, senza tuttavia avere lo status ufficiale di lingua”, spiega all’Afp Hamish MacDonald, promotore dello scots all’interno della Biblioteca nazionale scozzese.
Preoccupati dal dettaglio – e dal colore del cielo – gli scozzesi che parlano questo idioma indicano la neve con 421 termini diversi che permettono di descrivere con estrema dovizia di particolari le nevicate, i fiocchi di neve e altri agenti atmosferici bianchi. C’è “feefle”, per la tormenta o “flindrikin”, per quando la neve cade dolcemente. Tutte parole repertoriate in un dizionario dei sinonimi sul quale lavorano dei ricercatori dell’Università di Glasgow e di cui una prima parte, dedicata alla neve e allo sport, è stata messa online oggi. “Il tempo ha occupato una parte cruciale nella vita della gente in Scozia per secoli”, sottolinea Susan Rennie, dell’università di Glasgow.
Di fatto, lo studio dello Scots getta nuova luce sulla storia dei popoli della regione settentrionale del Regno Unito. Altro esempio: le biglie. Descritto in scots con 369 parole diverse, questo gioco è stato estremamente popolare per generazioni e generazioni in Scozia. Secondo un censimento del 2011, lo scots è parlato da circa uno scozzese su tre, circa 1,6 milioni di persone, secondo Hamish MacDonald.


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