Sentieri di montagna: “Basta passaggi di auto e moto”

“Nei paesi dell’Europa nord-centrale un’apposita legislazione vieta ai mezzi motorizzati la percorrenza sui sentieri adibiti solo al transito pedonale”

Definire un piano regolatore della rete dei sentieri in montagna. Norme utili per valorizzare il territorio, la sua fruizione e la sua conservazione; ed impedire, in primo luogo, i passaggi di auto e moto che, proprio per l’assenza di regole, invadono i sentieri procurando disastri. Lo sottolinea il presidente del Cai Lazio, Fabio Desideri, che parlera’ di questo argomento domani, 5 settembre, nel corso di un convegno su sentieri, ambiente e comunita’, organizzato ad Amatrice (Rieti) dai gruppi regionali del Club Alpino Italiano dell’Abruzzo, della Campania, del Lazio, delle Marche, del Molise e dell’Umbria. Desideri si concentra sull’escursionista che deve poter usufruire di infrastrutture e servizi. “Nella definizione di un percorso – dice – entrano in gioco molti criteri, ma ci sono regole di base affinche’ un tracciato possa avere successo e portare turismo e indotto, stiamo parlando di definire un piano regolatore della rete sentieristica”. Pone quindi l’attenzione sulla devastazione al territorio da parte di mezzi meccanici “che percorrono impunemente molti dei percorsi che dovrebbero essere solo per gli escursionisti. Nei paesi dell’Europa nord-centrale un’apposita legislazione vieta ai mezzi motorizzati la percorrenza sui sentieri adibiti solo al transito pedonale. Sono normative assolutamente assenti in Italia tant’e’ che spesso i centauri espatriano e quasi invadono i nostri percorsi, distruggendo cio’ che i volontari con senso di responsabilita’ ed amore per l’ambiente vanno a segnare e mantenere”. Secondo Desideri, “sarebbe opportuno che amministratori e politici che hanno a cuore questa possibilita’ di sviluppo comincino a considerare l’idea di una regolamentazione della fruizione non saltuaria di tali risorse montane e di attivare l’utilizzazione ecologica del territorio. Bisogna fare delle scelte – osserva il presidente del Cai Lazio – per dare immagine e attrattiva ad un itinerario e lanciarlo sul mercato per ottenere frequentazione, indotto e ricaduta economica sulla comunita’. Ma va ammesso che fra l’escursione pedestre e le attivita’ motorizzate esiste un’incompatibilita’ di fondo” Desideri sollecita anche una politica finalizzata alla tutela dell’ambiente che consideri lo sviluppo del turismo da escursione partendo da un’armonizzazione di tutti gli operatori, pubblici e privati. Obiettivo, lo sviluppo locale. A questo scopo propone di “mettere insieme comuni, operatori locali, aziende del territorio, associazioni ed abitanti che sono ‘sentinella’ per l’accoglienza del turista/escursionista”.