I farmaci anti-fumo avrebbero dovuto essere gratuito per chi soffre di questa dipendenza: è il pensiero dell’esperto Ugo Pastorino circa le misure che si sarebbero dovute mettere in atto dal Governo e dal MInistro Lorenzin per la lotta al tabagismo
Garantire la gratuita’ dei farmaci anti-fumo, con la loro introduzione nei Livelli essenziali di assistenza (Lea), partendo dalle categorie maggiormente a rischio. E’ questa una misura ”fondamentale che il ministro della Salute Lorenzin dovrebbe mettere in atto” nell’ambito delle azioni contro il fumo da tabacco. A sostenerlo e’ Ugo Pastorino, direttore della Struttura Complessa di Chirurgia Toracica dell’Istituto nazionale tumori (Int) di Milano, in riferimento alla campagna 2015 contro il tabagismo presentata oggi dal ministero della Salute. ”I farmaci anti-fumo dovrebbero entrare nei Lea per le categorie di soggetti ad alto rischio. Ovviamente – spiega l’esperto – sarebbe impensabile passare dal nulla al tutto, e si dovrebbe partire concentrandosi appunto sulle classi a piu’ alto rischio, ovvero i forti fumatori sopra i 50-55 anni che hanno almeno una patologia cronica o tumore pregresso”. Una categoria che in Italia, secondo alcune stime, conterebbe circa 1 milione di persone. Infatti, farmaci ”basati su principi attivi come la vareniclina, che sono quelli di ultima generazione ed i piu’ efficaci, hanno come risultato una astinenza prolungata nel 20% del campione al primo trattamento, ma la nostra esperienza – rileva l’esperto – ci dice che i risultati sono superiori prolungando il trattamento oltre i tre mesi”.
Quanto al costo di una simile misura, ”per coprire la spesa che ne deriverebbe – afferma Pastorino – sarebbe sufficiente aumentare di soli 5 centesimi il costo dei pacchetti di sigarette. Di contro, pero’, lo Stato risparmierebbe cifre enormi in termini di cure e ospedalizzazioni, riducendo fortemente la mortalita”’. Una misura gia’ decisa in Gran Bretagna, ricorda, ”dove questi farmaci sono rimborsati dallo Stato proprio perche’ hanno il migliore rapporto costo-beneficio”. I farmaci, dunque, possono rappresentare una svolta, anche perche’ lo stesso Pastorino, con uno studio recentemente presentato in Usa, a Denver, alla Conferenza Mondiale sul Cancro al Polmone, ha evidenziato che smettere di fumare, in qualsiasi momento della vita, riduce del 30-40% il rischio di morire per cancro del polmone e per tutte le altre cause. Una proposta, quella di introdurre i nuovi farmaci anti-fumo nei Lea, in merito alla quale il ministro Lorenzin sottolinea che ”avendo introdotto la facolta’ di poter aggiornare i Lea costantemente, cio’ apre a nuove possibilita’, anche se non c’e’ una corsa ad inserire tutto e ora”. La ”priorita’ – ha commentato a margine della presentazione della campagna 2015 – e’ innanzitutto combattere il fumo e portare a casa il primo aggiornamento dei Lea, al momento all’esame della Conferenza Stato-Regioni”.


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