Il satellite SMAP è stato lanciato il 31 gennaio dalla Vandenberg Air Force Base, in California, per una missione di tre anni e 916 milioni di dollari per mappare l’umidità del suolo in tutto il globo
Un satellite NASA lanciato 7 mesi fa ha perso l’uso di uno dei suoi due strumenti scientifici, anche se l’Agenzia ha reso noto che la missione per mappare l’umidità globale del suolo continuerà. Lo strumento radar a bordo del satellite Soil Moisture Active Passive (SMAP) ha smesso di trasmettere dati il 7 luglio a causa di un problema ad un amplificatore: la NASA ha reso noto di avere riunito un team di scienziati al Jet Propulsion Laboratory allo scopo di determinare se era possibile ripristinare le normali operazioni. E’ stato effettuato un tentativo di riaccensione il 24 agosto ma non ha avuto successo ed è stato così stabilito che, avendo tentato ogni strada percorribile, il radar si considera non recuperabile.
Il satellite SMAP è stato lanciato il 31 gennaio dalla Vandenberg Air Force Base, in California, per una missione di tre anni e 916 milioni di dollari per mappare l’umidità del suolo in tutto il globo. E’ grazie a questo satellite che, ad esempio, è possibile monitorare e prevedere alluvioni o siccità, come anche migliorare le previsioni meteo.
Le operazioni scientifiche del satellite sono iniziate ad aprile ed hanno raccolto circa tre mesi di dati prima che il radar smettesse di funzionare. La prima mappa è stata rilasciata il 21 aprile. Gli strumenti sono stati pensati per potersi integrare l’un l’altro e ciò permetterà di superare l’ostacolo del malfunzionamento. Dara Entekhabi, team leader del team SMAP al Massachusetts Institute of Technology, ha dichiarato che alcune applicazioni pianificate subiranno le conseguenze della perdita del radar, ma la che missione continuerà.


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