Spazio: la Nasa lancia una sonda per “toccare” il sole, esperti in Toscana per la missione “Solar Probe Plus”

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La missione della NASA Solar Probe Plus per esplorare la nostra stella

Nel 2018 la Nasa lancerà una delle missioni più complesse della storia dell’esplorazione spaziale: la sonda Solar Probe Plus avrà un incontro ravvicinato con la nostra stella, il sole, per esplorare le origini dell’attività magnetica, della corona solare, e del vento supersonico che arriva fino a noi. In questa impresa c’è anche un pezzetto di Toscana: da domani al 4 settembre, infatti, ad Artimino (Prato) si incontreranno oltre 100 scienziati da tutto il mondo, oltre che i gruppi associati alla missione spaziale. La riunione, con il patrocinio della Nasa, responsabile del Solar Probe Plus, dell’ASI, e dell’ESA, responsabile della missione Solar Orbiter, la riunione ha lo scopo di ottimizzare i programmi di osservazione per garantire al meglio la riuscita del programma di esplorazione dell’eliosfera.

479540main_SPPObservingSun“L’obiettivo primo del Solar Probe Plus – spiega il professor Marco Velli dell’Università di Los Angeles, che collabora al progetto – è capire come nasce l’eliosfera, la bolla di gas completamente ionizzato ed estremamente caldo, detto plasma, che si espande supersonicamente dalla corona solare e nella quale sono immersi tutti I pianeti, compresa la terra. Il plasma della corona solare si trova a una temperatura superiore ai due milioni di gradi, nonostante la fotosfera, la superficie del sole che vediamo normalmente, abbia una temperatura di `soli’ 6000 gradi. Cosa é che scalda la corona? La correlazione del vento con le tempeste magnetiche indica nel campo magnetico una delle cause principali, ma le osservazioni che riusciamo a fare lontano dal sole non riescono a chiarire l’origine della corona. Per intenderci, fino ad oggi abbiamo misurato il vento solare, che viaggia a circa 700 km/s, solo da distanze ragguardevoli: la minima distanza dal sole cui sono arrivati i satelliti corrisponde all’orbita di Mercurio, circa un terzo della distanza terra – sole, ovvero 50 milioni di km. Da queste distanze non possiamo osservare come funziona il motore che crea la spinta del vento perché l’evoluzione dalla corona a noi coinvolge fenomeni come la turbolenza magnetica ed è irreversibile. Solar Probe Plus invece entrerà nella corona, osserverà direttamente i campi magnetici ed elettrici che scaldano la corona ed accelerano il vento solare”. Solar Probe Plus fa parte di un programma di esplorazione dell’ eliosfera, Living With a Star, cui partecipano anche l’ ESA e l’ASI, e che comprende Solar Orbiter, una missione ESA che potremmo definire gemella del Solar Probe Plus che partirà anch’essa nel 2018.