Strumenti di tortura, mummie e scheletri: ecco i 5 musei più terrificanti del mondo

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Vi è mai capitato di visitare un museo e, nonostante l’enfasi impiegata dalla guida di turno nello spiegare opere e simili, di annoiarvi e sbadigliare senza riuscire a smettere? Noi siamo sicuri che se visitate i musei che stiamo per consigliarvi non succederà nulla del genere. Anzi, potreste restare ipnotizzati da ciò che vedrete.

museo tortureDi musei “dell’orrore” ce ne sono a volontà in tutto il mondo, ma noi vogliamo iniziare da uno tutto italiano, posto in una delle regioni simbolo della nostra storia: la Toscana. Si trova a San Gimignano, in provincia di Siena, ed è il Museo della tortura, detto anche Museo Criminale Medievale che, insieme al Museo della Pena di Morte poco distante, ospita una curiosa e inquietante esposizione di strumenti e congegni di tortura del Medioevo, utilizzati per lo più dalla Santa Inquisizione, per cacciare il demonio che si impossessava di uomini e donne, ritenuti colpevoli di eresia o stregoneria.
Ghigliottina, banco di stiramento, palo per l’impalatura, gogna, sedia inquisitoria, cintura di castità, gatta da scorticamento, asce, spade, mannaie per le decapitazioni, pinze da lingua e strappaseni, sono solo alcuni dei terrificanti strumenti esposti nel museo. Tra questi è molto nota la cosiddetta Vergine di Norimberga, ovvero un sarcofago che presenta al suo interno una serie di punte acuminate che trafiggevano i malcapitati in punti non vitali, per prolungarne al massimo l’agonia.

In questo macabro elenco come non inserire il Museo della Morte di Los Angeles, negli Stati Uniti d’America, che ospita la più grande collezione di opere d’arte create da serial killer, foto di scene reali di crimini macabri e delle autopsie che ne sono conseguite, immagini di incidenti stradali raccapriccianti, armamentari funebri e strumenti per l’imbalsamazione, foto di esecuzioni, mostre che evidenziano graficamente i vari casi di omicidio e addirittura una sala tutta dedicata al suicidio. Il terrificante museo è nato grazie a JD Healy e Catherine Shultz, due collezionisti di reperti legati ad assassini, suicidi o crimini celebri, che hanno iniziato la loro attività negli anni ’70, scrivendo agli assassini chiusi in carcere e chiedendo loro delle opere d’arte.

E restiamo negli USA con il Mütter Museum di Philadelphia dove è possibile ammirare le più disparate bizzarrie mediche e anatomiche, visibili anche grazie a modelli in cera e attrezzature mediche d’epoca. Il museo fa parte di The College of Physicians di Filadelfia e lo scopo originale della raccolta, donata dal dottor Thomas Dent Mütter nel 1858, era quello di aiutare la ricerca biomedica. Oggi, è considerato da molti uno dei musei più spaventosi del mondo, e una delle “opere” più conosciute conservate al suo interno è la “Soap lady”, nome dato ad una donna il cui corpo è stato riesumato a Philadelphia nel 1875 e i cui resti sono mantenuti da una sostanza grassa chiamata adipocera. All’interno del museo sono contenuti oltre 3000 esemplari osteologici, tra cui molti scheletri completi, molti dei quali affetti da malformazioni e malattie rare.

Nota curiosa il fatto che il museo Mütter sia uno degli unici due posti al mondo dove si possono vedere pezzi del cervello di Albert Einstein.

mummiaAvete visto il film “La mummia”? Ne avete avuto paura? Se la vostra risposta è no, vi invitiamo a visitare il Museo delle mummie di Guanajuato, in Messico. Il museo è nato proprio in quella località grazie al fatto che nelle catacombe del Panteón, ad ovest della città, si trova un cimitero divenuto famoso per le sue mummie naturali formatesi in modo ancora ignoto. Grazie ad una particolare reazione chimica circa l’1% dei corpi ha subito una mummificazione naturale. Alla fine del 1800 la città istituì una “tassa di sepoltura” per le famiglie dei morti e se le famiglie non erano in grado di pagare, i loro parenti venivano disseppelliti ed esposti presso un museo creato apposta. Il “Museo delle Mummie di Guanajuato” ha continuato anche in tempi recenti ad aggiungere corpi alla sua collezione: sono stati esposti due bambini morti nel 1984 visto che i parenti non sono stati in grado di pagare una retta quinquennale di 20 dollari. Il museo contiene oggi 111 corpi adagiati su guanciali in velluto.
E per concludere torniamo negli Stati Uniti d’America, precisamente in Missouri, al Glore psychiatric Museum, che appartiene al complesso museale di Saint Joseph, insieme al Museo Nero degli Archivi e quello degli Indiani d’America. Al suo interno sono esposte gli attrezzi utilizzati in 130 anni di storia dell’adiacente manicomio statale. Si tratta di una valida fonte per capire come sono stati trattati i malati mentali nel corso dei secoli.

L’idea di questo museo nasce dal lavoro di George Glore, impiegato del dipartimento di salute mentale del Missouri, che realizzò dei modelli a grandezza naturale degli strumenti del passato che dovevano essere esposti nel corso di una fiera. Da questi modelli venne creato un intero museo che racchiude la storia del trattamento psichiatrico nei duecento anni che vanno dal 1700 a metà del 1900. Strumenti, alcuni di quelli esposti ed utilizzati all’epoca, adatti forse più a un museo delle torture che a uno psichiatrico.