Lo scenario di Fukushima diventa un esercizio su cui si sfidano 18 squadre di robot tutti impegnati per limitare al massimo i danni
Gli incidenti nucleari sono un gioco da ragazzi: lo scenario di Fukushima diventa un esercizio su cui si sfidano 18 squadre di robot tutti impegnati per limitare al massimo i danni. La sfida di euRathlon ’15, un progetto europeo per sviluppare la robotica, si sta svolgendo in questi giorni a Piombino (LI), dal 17 al 25 settembre, dove sono scese in campo squadre di robot terrestri, sottomarini e volanti. La sfida di questi giorni e’ il momento conclusivo del progetto euRathol che ispirato all’incidente di Fukushima punta a sviluppare le migliori idee nella cosiddetta robotica di servizio, in particolare per trovare nuovi strumenti capaci di intervenire in situazioni di emergenza dove la presenza umana e’ praticamente impossibile. Alla 9 giorni di sfide organizzata dal Centro per la Ricerca Marittima e la Sperimentazione della Nato stanno partecipando piu’ di 40 robot e oltre 150 partecipanti provenienti da 21 paesi. Ogni squadra si trova ad affrontare uno scenario simile a quello del disastro giapponese e gli obiettivi sono quelli di cercare lavoratori dispersi in terra e in mare, ispezionare l’area e gli edifici colpiti, trovare una soluzione per fermare lo sversamento di materiale radioattivo (simulato con coloranti) in mare e chiudere le valvole di alcune tubature. Tra le ‘star’ robotiche della manifestazione ci sono anche il robot umanoide Walk-Man dell’Istituto Italiano di Tecnologia (Iit) e il Centro ‘E. Piaggio’ di Pisa e il robot per l’assistenza alle persone, Robot-Era della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.


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