Terminator, dalla fantasia alla realtà: creato un materiale che si “autoripara”

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Il materiale metallico che si ripara da solo, come accadeva in Terminator, è diventato realtà

Un materiale che si autoriproduce in un secondo, proprio come accadeva nel film, interpretato da Arnold Schwarzenegger, Terminator 2. A metterlo a punto sono stati alcuni ricercatori dell’Università del Michigan, la cui ricerca è stata pubblicata su ACS Macro Letters, rivista specializzata dell’American Chemical Society.

Si tratta di un polimero, un materiale liquido simile ad una resina, che diventa solido nel momento in cui entra in contatto con l’ossigeno. La resina in questione è inserita tra due pannelli, come se fosse un sandwich, che le permettono di non entrare in contatto con l’ossigeno. Nel momento in cui i due pannelli vengono perforati, ad esempio da un proiettile, si attiva una reazione, per cui la resina reagisce immediatamente con l’ossigeno e “ripara” il danno in automatico.

Secondo i ricercatori, la funzione “autoriparatrice” del materiale in questione lo renderebbe impiegabile in diversi contesti, ad esempio per aumentare la sicurezza delle pareti di un’autocisterna che trasporta sostanze pericolose, o ancora, per rivestire la carlinga di un aeroplano o di un veicolo spaziale, che sarebbero così soggette a un numero nettamente inferiori di pericoli.

E proprio in questo senso gli scienziati sono ancora a lavoro. L’obiettivo è quello di ridurre ulteriormente i tempi di solidificazione del metallo, in modo da evitare il più possibile i danni derivati da un’improvvisa depressurizzazione dei velivoli, dovuta in genere alla perdita di ossigeno.