“The rising tide”: 4 cavalieri emergono dalle acque del Tamigi per protestare contro l’inquinamento

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Si chiama”The rising tide” l’ultima installazione scultorea dell’artista britannico Jason de Caires Taylor: 4 cavalieri di mezza età, a grandezza naturale, emergono inquietanti dalle acque del Tamigi  per denunciare la preoccupante situazione climatica del pianeta e il drammatico impatto dei combustibili fossili su di esso

Dalle acque del Tamigi di Londra spunta “The rising tide” che tradotto significa “La marea che sale”; questo il titolo dell’opera scultora dell’artista britannico Jason de Caires Taylor, scultore di fama mondiale, noto soprattutto per le sue opere sottomarine; dalla “Donna Atlante” che regge l’Oceano sulle sue spalle alle Bahamas, al Museo sottomarino “Musa” nelle acque del Golfo del Messico, di fronte Cancun. “The rising tide” è costituita da quattro cavalieri che emergono e si inabissano nelle acque del Tamigi, a seconda che ci sia bassa o alta marea.

CAVALIERI 6Le quattro sculture sono soprannominate “I cavalieri dell’Apocalisse”: mentre questi ultimi simboleggiano l’avvento della fine, l’opera di Taylor è un chiaro monito per il triste futuro che l’umanità si sta auto-riservando. I cavalieri, realizzati in cemento , con le gambe in acciaio, vogliono simboleggiare i politici di mezza età, nell’atto di montare destrieri, la cui testa ricorda una pompa per l’estrazione del petrolio, metafora dell’apocalissi, soprattutto ambientale, legata alle decisioni degli uomini al potere. Le sculture, che denunciano la preoccupante situazione climatica del pianeta e il drammatico impatto dei combustibili fossili su di esso, sono state commissionate per il Totally Thames Festival. Installate nei pressi del Vauxhall Bridge, di fronte alla sede del Parlamento, resteranno nelle acque del Tamigi sino a fine settembre. Intanto Taylor, creatore delle inquietanti installazioni a grandezza naturale, con i musi simili alle trivelle petrolifere, afferma d’essere molto preoccupato per gli effetti associati al cambiamento climatico e allo stato di pericolo in cui si trovano i mari, ritenendo che l’arte abbia un forte potere di sensibilizzazione e debba impegnarsi nel mostrare i problemi che più affliggono il pianeta.