Toscana, apicoltura: 400.000 euro per migliorare la produzione di miele

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La Regione Toscana destina per il 2015-2016 quasi 400.000 euro di fondi europei. Di questi oltre 215.000 euro sono per formazione professionale e assistenza tecnica

Contribuire al miglioramento della produzione e della commercializzazione del miele toscano. A questo puntano le azioni della campagna 2015-2016 del Programma Nazionale Triennale approvate dalla giunta regionale della Toscana su proposta dell’assessore all’agricoltura Marco Remaschi, e focalizzate da un lato sulla assistenza tecnica e la formazione professionale degli apicoltori, dall’altro sulla lotta alla varroasi e sulla razionalizzazione della “transumanza”, cioe’ lo spostamento delle arnie a seconda delle fioriture. A tali misure, concordate anche con le associazioni apistiche toscane (Arpat- Associazione regionale produttori apistici, Toscana Miele e Aapt – Associazione Apicoltori Province Toscane), la Regione Toscana destina per il 2015-2016 quasi 400.000 euro di fondi europei. Di questi oltre 215.000 euro sono per formazione professionale e assistenza tecnica, 15.000 per combattere la varroa e acquistare gli idonei presidi sanitari, e 160.000 sono destinati all’acquisto delle attrezzature necessarie per poter effettuare il nomadismo. “Per aumentare la produttivita’ delle aziende – afferma il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, che ha visitato di recente alcune aziende apistiche – l’accento va posto anche sulla innovazione e sulla ricerca, approfondendo filoni come quello del nutrimento delle api, della selezione genetica, e della lotta alle malattie. Peraltro possiamo fare leva su un’eccellenza, toscana e non solo, della ricerca, come la sezione agraria del Sant’anna di Pisa, una delle piu’ importanti in Italia”. “Con le misure approvate vogliamo favorire una maggiore redditivita’ delle aziende e una migliore qualita’ del miele – afferma l’assessore Remaschi – Abbiamo cercato di venire incontro alle esigenze di una realta’, come quella del comparto toscano, che e’ caratterizzata da una moltitudine di piccoli operatori che hanno difficolta’ ad acquisire informazioni aggiornate per fronteggiare i problemi legati alle patologie che colpiscono il settore apistico, e informazioni su metodi piu’ razionali di conduzione. Ma anche aziende di dimensioni piu’ significative potranno acquisire attrezzature che consentano di razionalizzare la pratica del nomadismo, diminuendo i costi e migliorando la qualita’ del miele prodotto”. Peraltro il settore apistico ha fatto registrare al 31 dicembre 2014, nell’ultimo censimento effettuato (la base sono le denunce fatte alle aziende sanitarie), un incremento di ben 13.000 alveari rispetto all’anno precedente, con un totale di alveari censiti pari a 92.270 unita’. Un aumento importante, che testimonia un buono stato di salute di un settore a cui la Regione tiene molto come quello dell’apicultura.