Domani a Milano al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia un importanti incontro con il padre della chirurgia robotica contro il tumore alla prostata, che spiegherà quale sia il ruolo fondamentale della robotica in campo medico contro i tumori urologici
‘Il ruolo della chirurgia robotica in urologia: passato, presente e futuro’, spiegato al pubblico da due big del settore: da un lato Francesco Montorsi, primario di Urologia e direttore scientifico dell’Irccs San Raffaele di Milano, dall’altro Mani Menon, direttore del Vattikuti Urology Institute e del Dipartimento di urologia dell’Henry Ford Hospital di Detroit, considerato il padre della chirurgia robotica contro il tumore alla prostata. Il primo intervisterà il secondo domani 1 ottobre nel capoluogo lombardo, dalle 18 al Museo nazionale della scienza e della tecnologia (Padiglione Aeronavale). L’ingresso è libero e gratuito fino a esaurimento posti.
E’ previsto un servizio di traduzione simultanea. L’evento è organizzato dall’Unità di urologia del San Raffaele con l’Istituto di ricerca urologica dello stesso Irccs. I 2 specialisti si confronteranno per fare il punto sull’utilizzo della chirurgia robotica, illustrando alla platea i risultati raggiunti in più di 15 anni di applicazione clinica, e sulle prospettive di cura del tumore della prostata, del rene e della vescica. L’obiettivo è avvicinare i cittadini al mondo della scienza e della medicina, per favorire la cultura della prevenzione e della cura. “Siamo molto onorati di poter ospitare il professor Menon all’interno del nostro programma annuale, che prevede conferenze per specialisti e pubblico laico tenute dai più illustri scienziati in ambito urologico – afferma Montorsi – Le tecniche di chirurgia robotica costituiscono una grande opportunità per il paziente, perché permettono di trattare molte patologie urologiche in modo poco invasivo”. Menon, di origini indiane, è uno degli urologi più all’avanguardia degli Stati Uniti e del mondo, sottolinea una nota dal San Raffaele. Autore di oltre 250 pubblicazioni scientifiche, ha eseguito circa 4 mila prostatectomie ed è stato tra i primi a sviluppare tecniche di chirurgia robotica per il trattamento del tumore alla prostata, che non danneggiano i nervi del paziente e gli consentono di conservare la potenza sessuale ed evitare eventuali problemi di incontinenza. Tra le sue tante innovazioni c’è anche la descrizione della moderna tecnica chirurgica della prostatectomia radicale con ausilio del robot da Vinci


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