Vaccini, esperto: sono la scoperta più importante, allarmante il calo d’attenzione

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“I vaccini sono un dono di Dio: dopo l’acqua potabile, è la scoperta più importante per la sanità”

“Il calo dell’attenzione che stiamo registrando nei confronti delle vaccinazioni ci preoccupa per le recrudescenze di malattie contagiose, quali morbillo, varicella, rosolia e meningiti pneumococciche a cui assistiamo ultimamente. Il vaccino è un dono di Dio: dopo l’acqua potabile, è la scoperta più importante per la sanità”. Lo sottolinea Giuseppe Mele, presidente di Paidòss, l’Osservatorio nazionale sulla Salute dell’infanzia e dell’adolescenza, commentando i risultati dell’indagine illustrata al congresso Paidòss in corso a Lecce. “Dall’indagine – afferma Mele all’AdnKronos Salute – emerge una percezione della vaccinazione che non è corretta, frutto di informazioni fuorvianti, che arrivano soprattutto dal web. Quando si digita vaccinazioni su Google i primi 200 siti e blog che compaiono sono anti-vaccinatori: da qui attingono informazioni i genitori alla ricerca di risposte ai loro dubbi. Io credo che una società scientifica debba pendere posizione in maniera chiara e chi appartiene ad essa deve necessariamente comportarsi di conseguenza. Questo vale anche e soprattutto per i professionisti e per i pediatri”. “Ed è per questo che la Simpe”, la Società italiana medici pediatri, “ha voluto, in occasione del congresso in corso a Lecce, confrontarsi su una serie di grandi temi, prendendo una chiara posizione anche nei confronti delle vaccinazioni, per dare informazioni corrette”. Con quest’obiettivo sono stati realizzati gli opuscoli che saranno distribuiti negli studi medici. “Preoccupa, inoltre – prosegue Mele – che i genitori non somministrano tutte le dosi già nel primo anno di vita ai propri figli: questo significa che vaccinazioni importanti, come per esempio quella per lo pneumococco, si fermano solo alle prime due dosi con il gravissimo rischio di contrarre poi l’infezione”. Secondo i risultati dell’indagine, l’80% dei genitori intervistati non sa che lo pneumococco può causare gravi malattie, tra cui la meningite, e il 48% non sa quali sono le altre patologie provocate da questo patogeno, come otite, bronchite e polmonite. Malattie, prosegue Mele, “che potrebbero essere evitate tranquillamente perché sono prevenibili con le vaccinazioni se queste venissero eseguite in maniera corrette e continua secondo le schedale raccomandate”. “E anzi bisogna allargarne l’utilizzo – raccomanda – anche in categorie di popolazione con età più avanzate. Sempre più bambini ormai sono affidati ai nonni e l’infezione può sempre circolare se non si crea la cosiddetta ‘immunità di gregge’, ricomprendendo all’interno delle vaccinazioni categorie più estese”.