Oggi, in memoria del Mahatma Gandhi, si celebra la Giornata internazionale della non violenza
Il 2 ottobre 1869 nasceva l’indiano Mohandas Karamchand Gandhi, passato alla storia come Mahatma Gandhi. E’ stato un politico, un filosofo e un avvocato, ma soprattutto un’importante guida spirituale per il suo paese. L’appellativo Mahatma, che in sanscrito significa “grande anima”, è stato utilizzato per la prima volta dal poeta Rabindranath Tagore.
Gandhi è stato il principale teorico e promotore del satyagraha, ovvero la resistenza all’oppressione tramite la disobbedienza civile di massa senza ricorrere all’uso della violenza. E’ stato proprio questo movimento rivoluzionario, ma pacifista a portare l’India all’indipendenza. I fondamenti del satyagraha sono la satya, cioè la verità, e l’ahimsa, la non violenza. I discorsi e le opere di Gandhi hanno ispirato altri personaggi rivoluzionari e i relitivi movimenti di difesa dei diritti civili, come ad Martin Luther King, negli Stati Uniti, Nelson Mandela, in Sud Africa e Aung San Suu Kyi, nell’oppressa Birmania.
Ascesi, riflessione, religione e soprattutto non violenza furono le armi con cui il Mahatma portò l’India all’indipendenza dall’impero britannico. Il suo assassinio, avvenuto a Nuova Delhi il 30 gennaio 1948 ad opera di un fanatico indù, fu una vera tragedia per il paese. In seguito Gandhi è stato riconosciuto, in India, come Padre della nazione e il giorno della sua nascita, cioè oggi, è diventato festa nazionale. Anche l’Assemblea generale delle Nazioni Unite hanno voluto ricordare la figura del pacifista per eccellenza, dichiarando il 2 ottobre come «Giornata internazionale della non violenza». In seguito il Mahatma Gandhi venne ricordato in un film di Richard Attenborough del 1982 premiato con nove Oscar.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?