Risale a 176 anni fa l’inaugurazione del primo tratto ferroviario italiano, la Napoli-Portici
Era lunga 7,25 chilometri e il treno a vapore impiegava 9 minuti e mezzo per percorrerla. La prima ferrovia inaugurata in Italia è stata la Napoli-Portici “battezzata” proprio il 3 ottobre 1839, quando è stata percorsa per la prima volta da un treno composto da 8 vagoni trainati da una locomotiva a vapore, che trasportava 258 passeggeri.
L’Italia non era ancora stata unificata e l’allora re Ferdinando II di Borbone assistette con orgoglio all’inaugurazione del primo tratto ferroviario di tutta la penisola, i cui lavori di costruzione e gestione erano stati affidati a una società costituita a Parigi. Anche il discorso inaugurale tenuto dal re delle due Sicilie fu in francese. Per la realizzazione dell’opera fu indispensabile rivolgersi all’industria straniera: sia la progettazione che il capitale investito erano francesi, le locomotive inglesi. Ad essere italiani erano i materiali utilizzati, provenienti dalla miniera della Vallata dello Stilaro, poi lavorati nel Polo siderurgico di Mongiana, in Calabria.
La prima linea ferroviaria prevedeva un percorso che da Napoli portasse a Nocera Inferiore con una diramazione per Castellammare di Stabia, all’altezza di Torre Annunziata. Si trattava solo di parte di un progetto più vasto; in seguito infatti fu inaugurato il tratto diramato fino a Castellammare, a cui seguì una prosecuzione per Pompei, Angri, Pagani e Nocera Inferiore. Successivamente si ottenne un ulteriore prolungamento su San Severino e Avellino.


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