Durante la guerra di Cipro le flotte musulmane dell’Impero Ottomano si scontrarono in mare con le navi cristiane della Lega Santa, dando luogo alla famosa battaglia di Lepanto
La battaglia di Lèpanto, nome dato dai veneziani all’antica città greca di Efpaktos, fu uno dei più famosi e cruenti scontri navali, svoltosi nel corso della guerra di Cipro, che vide fronteggiarsi le flotte musulmane dell’Impero ottomano e quelle cristiane, federate per l’occasione sotto le insegne pontificie con il nome di Lega Santa. Si trattava delle forze navali della Repubblica di Venezia, dell’Impero spagnolo, dello Stato Pontificio, della Repubblica di Genova, dei Cavalieri di Malta, del Ducato di Savoia, del Granducato di Toscana e del Ducato di Urbino. Fu la quarta battaglia navale della guerra di Cipro, e fu sanguinosa e violenta, tanto che la vittoria dei cristiani, guidati da Don Giovanni d’Austria, fu clamorosa quanto schiacciante. Le flotte ottomane al comando di Müezzinzade Alì Pascià, ne uscirono sconfitte, decimate e sconfortate.
L’allora papa, Pio V, aveva ardentemente voluto la potente coalizione cristiana per salvaguardare la città di Famagosta, dominata dai veneziani, che era stata assediata dai turchi. L’isola di Cipro, che era stata da sempre possedimento ottomano, fu conquistata da Venezia nel 1480, ma per mantenerne l’egemonia la Serenissima pagava ogni anno, ai Turchi, 8 mila ducati. Quando il sultano decise di rivendicare il controllo di Cipro poté contare sull’appoggio della popolazione locale, sottoposta a sfruttamento da parte dei veneziani. In realtà l’obiettivo principale della Lega Santa era quello di battersi per il controllo del Mediterraneo, messo in pericolo dal preoccupante espansionismo ottomano, che si manifestava anche sotto forma di vera e propria pirateria. L’invocare lo spirito di Crociata per questa guerra era, dunque, stato deciso dal papa per rendere più unite le eterogenee forze della Lega Santa.
Al termine della battaglia di Lepanto, per la prima volta, delle truppe cristiane dei regni d’Occidente avevano avuto la meglio contro il potentissimo Impero ottomano. Fu un momento fondamentale della secolare contrapposizione tra musulmani e cristiani, perché per la prima volta i primi persero quella loro aura di invincibilità che li aveva contraddistinti da sempre, dato che avevano avuto la meglio sui cristiani d’oriente in qualsiasi scontro. Si trattò, però, più che altro di una vittoria psicologica, dato che l’espansionismo turco non si arrestò se non fino al ‘600, quando una fase di declino coinvolse tutti i Paesi del Mediterraneo, a causa dello spostamento dei commerci e degli interessi economici verso le nuove rotte oceaniche createsi a seguito delle grandi spedizioni navali.


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