Paolina Bonaparte, affascinante e carismatica sorella di Napoleone, è nata il 20 ottobre del 1780. A lei vennero attribuiti ben 22 amanti
A chi le chiedeva se non avesse provato disagio a posare nuda per il Canova lei rispondeva: “E perché mai? Lo studio era riscaldato”. Della vivace e temeraria famiglia dei Bonaparte, Paolina è stata senza alcun dubbio il personaggio più simpatico e ricco di fascino. Nata il 20 ottobre 1780 ebbe due mariti e ben 22 amanti.
Maria Paola Bonaparte, conosciuta semplicemente come Paolina Bonaparte è stata duchessa di Guastalla e consorte del Principe romano Camillo Borghese. Nacque ad Ajaccio da una famiglia molto numerosa e anche povera benché, forse, di nobili origini. Paoletta, come veniva chiamata durante la permanenza ad Ajaccio, nacque durante lotte intestine nella Corsica dell’epoca, in cui il partito dei realisti e degli autonomisti isolani, che riceveva aiuti dagli inglesi, si contrapponeva a quello dei filofrancesi, sostenitori della Repubblica. Quando la scissione fra la fazione filofrancese e quella filoinglese divenne insanabile e si parlò di cedere l’isola all’Inghilterra, la famiglia Bonaparte, aiutata dal figlio maggiore, Napoleone, si trasferì a Marsiglia.
Fu proprio in Francia che si iniziò a francesizzare il nome di Paoletta che divenne dapprima Paulette e poi Pauline. I fratelli Bonaparte rimasero orfani di padre e fu la madre Letizia a tenere unita la famiglia, che versava in gravi ristrettezze economiche. La donna insegnò ai figli ad aiutarsi reciprocamente e a seguire con tenacia i propri obiettivi. Nel 1797 Paolina sposò il generale Victor Emanuel Leclerc, amico di Napoleone, che la lasciò però vedova nel 1802. L’anno successivo, sempre dietro consiglio di Napoleone, sposò un personaggio dell’antica nobiltà romana: il principe Camillo Borghese. La condotta di Paolina, anche dopo il matrimonio, rimase sempre impudica e anticonformista. Dopo essere diventata duchessa di Guastalla si trasferì con il marito a Torino, dopo la nomina di quest’ultimo a governatore dei dipartimenti francesi in Italia. Non amò mai la città piemontese, che riteneva fredda e provinciale. Amava lo sfarzo e la vita di corte e in più occasioni fece parlare di sé, ad esempio posando nuda, nel 1805, per lo scultore Antonio Canova che la immortalò per sempre nella celebre statua di Venere vincitrice. Si separò da Camillo Borghese e iniziò a spostarsi per tutta l’Europa, accompagnando anche il fratello Napoleone nel suo esilio all’isola d’Elba; il marito, invece, si stabilì a Firenze con la sua amante e cugina, la Duchessa Livia Lante della Rovere. Dopo la fuga dell’amato fratello dall’esilio, Paolina andò a Roma. Da qui, in seguito, tentò in tutti i modi di raggiungerlo a Sant’Elena, dove era stato nuovamente esiliato, ma il permesso le fu sempre negato.
Nel 1825 accompagnò il marito a Santo Domingo dopo essersi riappacificata con lui, ma contrasse una malattia tropicale cronica e morì. Era il 9 giugno 1825, quattro anni dopo rispetto a Napoleone e, secondo le sue volontà, fu sepolta nella cappella dei Borghese a Roma a Santa Maria Maggiore.


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