Accadde oggi: nel 1860 Garibaldi sconfigge le truppe borboniche

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Era il 1° ottobre quando Garibaldi, nei pressi del Volturno, ottenne una vittoria schiacciante sul coraggioso esercito del re di Napoli

I Mille di Garibaldi, partiti da Quarto e con il supporto di diversi reparti dell’armata piemontese, sconfissero le truppe di ‘Franceschiello’, ovvero il re di Napoli Francesco II, il 1° ottobre 1860. A quest’ultimo non rimase altro che chiudersi nella fortezza di Gaeta, dove fu poi messo sotto assedio dall’esercito piemontese inviato da Cavour.

garibaldi-napoliL’esercito partenopeo, fino a quel momento, si era dimostrato valoroso, resistendo agli attacchi degli schieramenti nemici. E anche quel giorno prese l’offensiva costringendo Garibaldi ad abbandonare il campo, fino al provvidenziale arrivo delle truppe sabaude, inviate dal conte di Cavour in appoggio all’eroe dei due mondi. I piemontesi bombardarono Capua con nuove e potenti armi in dotazione all’artiglieria sarda, costringendo la città alla resa.

volturnoNel stesso momento anche sul Volturno si combatteva una battaglia decisiva e violenta, che portò a ingenti perdite da entrambe le parti e fu condotta dall’esercito di “Francischiello” in maniera offensiva. Quando però la flotta francese, che appoggiava i borbonici, abbandonò le coste campane, creò una falla che lasciò scoperte e vulnerabili le truppe napoletane.

cavourA quel punto la flotta sarda prese il posto dei francesi, iniziando a bombardare gli schieramenti dei partenopei, che furono così costretti a ritirarsi. Il re decise, dunque, di rifugiarsi a Gaeta che venne immediatamente assediata dai piemontesi. Da quel momento i bombardamenti furono incessanti per i successivi quattro mesi, durante i quali i napoletani restarono senza rifornimenti e senza viveri, ma nonostante questo provavano ad uscire fuori dalle mura della città, per attaccare gli schieramenti nemici. La sconfitta arrivò di lì a poco, segnando per sempre le sorti del Regno di Napoli e di tutta la penisola italiana.

PBorbone1er anni, nella città partenopea, il modo di dire «fare la fine dell’esercito di Franceschiello» stava ad indicare un insuccesso clamoroso e anche ridicolo. Ma, nonostante la sconfitta, l’esercito di Francesco II dimostrò invece coraggio e determinazione, provando fino alla fine a non soccombere sotto gli attacchi violenti dei nemici.