Accadde oggi: nel 1889 muore Meucci, inventore del telefono

Antonio Meucci, l’inventore di uno degli strumenti più rivoluzionari mai inventati, è morto esattamente 126 anni fa

Antonio Santi Giuseppe Meucci, inventore italiano nato a Firenze nel 1808, è stato il lungimirante ideatore di un dispositivo di comunicazione vocale, ovvero il primo rudimentale telefono. Il riconoscimento dell’invenzione di Meucci avvenne però molto dopo la sua morte, in tempi recentissimi: è stato infatti il Congresso degli Stati Uniti d’America a ufficializzarne la scoperta nel 2002.

94f6f996ec3a866ce6d587d28bd5b809_XLL’inventore, oltre che il telefono, ideò altre innovazioni che fecero epoca: le candele steariche, oli per vernici e pitture, bevande frizzanti, condimenti per pasta e una tecnica per ottenere una cellulosa di buona qualità. Come molte menti ingegnose del suo calibro, Meucci, dopo aver frequentato l’Accademia di Belle Arti, iniziò a svolgere lavori umili e che nulla hanno a che vedere con la scienza e la tecnologia. Inizialmente divenne aiuto portiere nella sua città natale, poi aiuto attrezzista in un teatro, ad un certo punto fu addirittura arrestato per abbandono del posto di lavoro; venne assunto in seguito al Teatro della Pergola come esperto di meccanica e qui ebbe il suo primo, seppur piccolo, laboratorio.

meucci1Abitò per 15 anni a l’Avana, a Cuba, dove gli venne l’idea che fece assurgere il suo nome a quello di inventore del telefono: nel corso di una serie di esperimenti di elettroterapia scoprì, nel 1849, la trasmissione della voce per via elettrica. Ideò dunque un sistema al quale diede il nome di “telegrafo parlante”, in seguito ribattezzato telettrofono. Dopo la proficua esperienza cubana si trasferì negli Stati Uniti, a New York, dove migliorò la sua più importante invenzione e ne registrò il brevetto. Fu proprio a New York che Meucci morì il 18 ottobre 1889, lasciando ai posteri un’importantissima invenzione, che nel giro di pochi decenni avrebbe portato a grandi cambiamenti sociali e culturali.