Alla scoperta di Arezzo, la città di Petrarca

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Ecco la bella Arezzo, la città della Giostra del Saracino

Non esiste, in Toscana, una città che possa definirsi più belle delle altre. Oggi, però abbiamo deciso di conoscere la bellissima città di Arezzo. La città conta circa 99. abitanti, di cui 11.000 sono stranieri. Arezzo gode di un clima continentale. Le origini della città risalgono al Neolitico, a confermarlo il ritrovamento di alcuni reperti tra cui “l’Uomo dell’Olmo“. Fu una delle principali città etrusche, proprio a questo periodo risale l’opera della Chimera di Arezzo conservata attualmente a Firenze. Dello stesso periodo, la necropoli di Poggio del Sole. Con l’affermarsi dell’Impero Romano, la città tentò di arginare le sue mire espansionistiche, ma fu fermata a Roselle e costretta a sottostare alla città di Roma.

cattedrale-di-arezzo-1Proprio durante l’epoca romana divenne un punto strategico importante. Fu costretta a difendersi dai Galli e divenne così presidio romano permanente. Nonostante questo, durante le guerre civili romane, volle riconquistarsi a tutti i costi l’indipendenza. Per questo motivo, Silla e Cesare si vendicarono del suo comportamento facendone una colonia ed eliminando ogni traccia della cultura precedente. Vi è da dire che, però, proprio durante questo periodo la città divenne ricca sia economicamente che culturalmente, proprio a questo periodo appartengono: il teatro, le terme e l’anfiteatro in più fondamentale fu la lavorazione dei metalli e della ceramica. Nonostante i secoli bui dell‘Alto Medioevo, Arezzo mantenne la sua importanza e rilevanza. Fu, infatti, testimone degli scontri tra i Goti e l’esarcato bizantino di Ravenna e fu uno dei primi centri ad essere occupato dai Longobardi. Questi e i Goti incisero, notevolmente, sia sulla lingua che sulla urbanistica costruendo molti castelli. Con i Franchi e l’espansione del Cristianesimo, Arezzo divenne episcopato; proprio a questo periodo appartiene la Cattedrale.

Francesco_Petrarca00Dopo l’anno 1000 divenne Libero Comune, accanto al potere del vescovo si inserì il potere civile. Si generarono così diversi scontri non solo tra le due fazioni, ma anche civili contro il vescovo che chiese così l’aiuto dell’imperatore Arrigo. Il periodo di scontri non sembrava inficiare lo sviluppo del Comune, anzi a questo periodo appartiene l’Università e tante abbazie. Nel 1304, invece, nacque uno dei poeti massimi italiani: Francesco Petrarca. La sua importanza e rilevanza portò a diversi scontri con Firenze e Siena. L’Arezzo ghibellina fu sconfitta nella Battaglia di Campaldino, a cui partecipò Dante Alighieri schierato con la parte guelfa. Proprio in questo periodo, si affermò la signoria dei Tarlati. Guido Tarlati fu uno dei politici più importanti della città, risanò il bilancio, tanto che Arezzo iniziò a battere moneta propria; ampliò la cinta muraria, proclamò la pace con Firenze e sancì l’alleanza con Siena. Si sviluppò anche, notevolmente, la borghesia mercantile. Alla morte di Guido Tarlati, vi successe il fratello, con cui iniziò un periodo di declino. La città fu ceduta per dieci anni a Firenze in cambio di denaro, allo scadere di questo termine iniziò un periodo di crescita e benessere. Nonostante questo, riesplosero le lotte tra Guelfi e Ghibellini. Nel 1384, fece parte dello stato toscano di Firenze, che influenzerà notevolmente la città dal punto di vista culturale. A questo periodo risalgono gli affreschi della leggenda della vera croce di Piero della Francesca, nella basilica di San Francesco.

Chimera_d'arezzo,_fi,_04Al periodo di decadimento, risale una rivolta anti- fiorentina, che vede la partecipazione di Vitellozzo Vitelli, Cesare Borgia, Papa Alessandro VI e Luigi XII. Vitelli fu fatto uccidere da Borgia. A questo periodo risale la fortezza medicea. L’economia della città fu messa in ginocchio da una pestilenza e dalla crisi economica, che portò ad una sollevazione contro Firenze, nel 1529. Nonostante questo, fu inserita nel Granducato di Toscana. Con Cosimo I Medici iniziò un periodo di ricostruzione urbanistica, in cui furono abbattuti tutti gli edifici storici della città e furono ritrovate la Chimera di Arezzo e la Minerva di Arezzo. Tutto il Granducato subì, però, un notevole calo demografico e una crescente crisi economica, arrestata dai Lorena. Nel 1796, con l’inizio della campagna napoleonica in Italia, la città fu conquistata da Napoleone; ma fu una delle prime a ribellarsi. Nel 1860 entrò a far parte del Regno d’Italia. Tra l’Ottocento e il Novecento vi fu un notevole sviluppo demografico, che si arrestò durane la seconda guerra mondiale. Per la sua posizione fu spesso soggetta a bombardamenti, che distrussero più della metà degli edifici. Durante il dopoguerra la città fu ricostruita e conobbe un notevole sviluppo. Per la sua partecipazione alla lotta partigiana, per il crescente numero di vittime la città fu insignita della Medaglia d’Argento al Merito Civile.

Giostra_del_Saracino_Entrance_of_the_Knights_Arezzo_Italy_JD02092007Tra i monumenti più importanti, oltre a quelli già citati troviamo la Chiesa di San Domenico con il crocifisso ligneo di Cimabue, il Museo Archeologico Statale Gaio Cilnio Mecenate e il Museo d’Arte Medievale e Moderno. Appuntamenti di una certa rilevanza sono: il concorso polifonico Guido d’Arezzo, che ha una rilevanza anche sulla scena internazionale e la Giostra del Saracino che si corre nella Piazza Grande. Durante la Giostra si sfidano quattro quartieri della città: il quartiere di Porta del Foro, il quartiere di Porta Crucifera, il quartiere di Porta Sant’Andrea e il quartiere di Porta Santo Spirito. Tra i piatti tipici, la città è nota per: i bringoli di Anghiari, una pasta con salsa di pomodoro o sugo di lepre o funghi; gli gnocchi del Casentino, i tortelli di patate rosse di Cetica, la zuppa di Tarlati, l‘abbucciato aretino un pecorino che si abbina bene con miele, i grifi all’aretina, la tagliata di Chianina e il Gattò aretino, un tronchetto farcito con crema di cioccolato.