Alla scoperta di Prato, la città tessile per eccellenza

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Ecco Prato, la bella Manchester della Toscana

Ogni città della Toscana ha una storia incredibile e memorabile. Ognuna di esse è ricordata per qualcosa di diverso e oggi, parleremo di quella che nell’Ottocento è stata definita la Manchester della Toscana. Prato è oggi una delle capitali tessili d’Europa, nonostante il fatto che dagli anni Novanta in poi ha subito una marginale crisi. Prato ha inverni molto freddi e secchi ed estati calde e afose. La sua storia è avvolta dal mistero, soprattutto le sue origini. Sul finire degli anni Novanta fu scoperta a Gonfienti, una città etrusca, forse la città del re Porsenna. La scomparsa della città probabilmente è dovuta ad una fase di declino, che spinse gli abitanti a spostarsi altrove. Quel che sembra quasi certo è che la città, successivamente, subì la conquista romana. Di questo rimane poco e nulla, a causa delle invasioni barbariche che distrussero tutto.

Targa_pratoDopo i Romani, la zona fu sotto il controllo prima dei Bizantini e poi dei Longobardi. Notizie certe della città si hanno a partire dal X secolo, dove la zona era divisa in Borgo al Cornio e Castrum Prati per poi essere unita nel XI secolo. Nel 1107 divenne Libero Comune e si diede un proprio statuto, una dei pochi comuni a farlo. Questo riconoscimento contribuì ad una forte espansione urbana e a basare la propria economia sulla lana. I D’Angiò decisero di venderla a Firenze, legando il suo destino a quello della città fino a giorni nostri. Infatti, fu sotto la dinastia dei Medici e nel 1494 fece parte della Repubblica fiorentina. Nel 1512 fu devastata dalla Lega Santa, tanto che l’episodio definito il sacco di Prato è ricordato anche dal “Principe” di Machiavelli. Da qui ebbe inizio una fase di declino che durò per due secoli. Nel 1653 le venne riconosciuto lo status di città, questo contribuisce ad un aumento dell’economia e dell’urbanizzazione. La città venne poi abbellita dai Lorena, che ne assunsero il controllo.

Prato,_Castello_dell'imperatore_entranceDopo l’Unità di Italia vi fu un aumento dell’industrializzazione ed una crescita demografica. L’aumento di opifici fanno di Prato la città delle cento ciminiere. Durante la seconda guerra mondiale fu teatro di diversi massacri e della lotta partigiana, tanto da esserle data la medaglia d’argento al valor militare. Nel secondo dopoguerra, la città crebbe demograficamente grazie alle emigrazioni delle regioni meridionali, che contribuisce ad un cambiamento urbanistico. Tale cambiamento produsse il fenomeno dell’abusivismo, che colpì tutta l’Italia per il fatto che ad essere protagonista fosse una città del centro nord. Dagli anni Novanta in poi, vi è un aumento demografico grazie all’affluenza di extracomunitari, soprattutto provenienti dalla Cina. Tra i luoghi di riferimento troviamo: il Duomo, dedicato a Santo Stefano in cui sono presenti affreschi di Filippo Lippi e Paolo Uccello; il castello dell’Imperatore, il museo di pittura murale, il museo del tessuto, il museo della deportazione, il museo di scienze planetarie, il museo civico di Palazzo Pretorio, il centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci. Tra gli eventi, invece, da non perdere assolutamente c’è il corteggio storico, che rende omaggio alla sacra cintola e consiste in una sfilata in costume per le vie della città per poi concludersi con il sacro cingolo al Duomo. L’evento prevede anche l’esibizione degli sbandieratori, la gara di tiro con l’arco, il mercato medievale e una serie di spettacoli. La palla grossa una serie di sfide tra i rioni e, infine, la contemporanea festival dedicato al teatro.