Ecco la Bella Vicenza amata da D’Annunzio
“Vicenza la Bella, la mia divina, la mia città diletta” diceva D’Annunzio. La città del Palladio si estende dai Colli Berici ai Lessini. Con inverni freddi ed estati calde e afose, è patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO. La città, inoltre, è tra le più importanti d’Italia dal punto di vista economico e industriale, sede di molte imprese che sono al terzo posto in Italia per fatturato nelle esportazioni. Tale fama è dovuta anche alla sua attività di oreficeria, tanto che le è assegnato il nome di Capitale italiana della lavorazione dell’oro. La popolazione si aggira intorno ai 113.000 abitanti, di cui 18.000 sono stranieri. Tra le comunità più influenti troviamo quella statunitense.
Nonostante i pochi reperti di epoca romana, è indubbio che i Romani abbiano influenzato fortemente la città così come gli Etruschi e i Galli. Probabilmente fu municipium romano e proprio sotto l’Impero romano, la città sembra aver avuto un periodo di prosperità e benessere. A testimoniare ciò, sono i resti del Teatro Berga, dell’acquedotto, del foro e del domus. E’ certo che fu occupata dai Longobardi, che ne fecero un Ducato. Il Medioevo, fu un’epoca importante per la città, soprattutto dal punto di vista territoriale; grazie all’intervento dei benedettini che bonificarono la zona. Dal 1404 al 1797, fu sotto il controllo e dominio della Serenissima, che diede un periodo di pace e benessere alla città. Il Cinquecento importantissimo per la città sia dal punto di vista architettonico che artistico, grazie all’attività di Andrea Palladio. A questo si deve l’edificazione della Basilica Palladiana, del Teatro Olimpico, Villa Capra. Con il Trattato di Campoformio, Vicenza passò agli austriaci, dopo una breve parentesi francese, tornò agli austriaci per ripassare nuovamente in mano francese fino al 1813. Con il Congresso di Vienna, la città tornò sotto il controllo austriaco. Durante la prima guerra mondiale, Vicenza fu uno dei punti strategici di enorme importanza. Stessa sorte le toccò durante la seconda guerra mondiale, durante la quale fu seriamente danneggiata dai bombardamenti degli Alleati che durarono per circa due anni. Dai bombardamenti si salvò il Teatro Olimpico. Furono stimati più di 90.000 euro attuali di danni, tanto che molti degli edifici non furono nemmeno ricostruiti. Gli anni 1994 e 1995, furono importanti per la città non solo per essere stata insignita nuovamente ( la prima volta nel 1866) della Medaglia d’Oro al valore civile, ma anche per essere considerata patrimonio mondiale dell’umanità.
Uno dei simboli della città è il gioiello di Vicenza. Un modello di gioiello in placche d’argento, di cui non è rimasto nulla probabilmente distrutto dalle truppe napoleoniche. E’ ritratto in molti dipinti in cui è protagonista San Vincenzo ed è testimonianza di quanto sia importante la tradizione orafa a Vicenza, tanto da essere definita ” la città dell’oro”. Il gioiello è stato riconsegnato alle città nel 2013, in occasione della processione di Monte Berico. Tra i punti di riferimento della città troviamo la Chiesa di Santa Corona ricca di opere tra cui “l’ Adorazione dei Magi” di Paolo Veronese, la Basilica della Madonna di Monte Berico, che ospita la Cena di San Gregorio Magno di Paolo Veronese, la Chiesa di San Vincenzo compatrono della città, l’Oratorio delle zitelle che era destinato all’educazione di fanciulle prive di qualsiasi mezzo di sostentamento. La Basilica Palladiana, in cui prendeva vita l’anima politica ed economica della città, dichiarato nel 2014 monumento nazionale annessa a questa la Piazza dei Signori; il già citato Teatro Olimpico, il Palazzo del Capitanio, Palazzo Pojana uno dei 23 monumenti di Palladio inseriti nel patrimonio dell’umanità dell’UNESCO.
La città è ricca anche di numerose aree verdi, che danno armonia, bellezza e splendore alla città. Tra queste da non perdere: il Campo Marzo che è la più antica area verde della città, Parco Querini, Parco del Retrone e l’ Oasi naturalistica degli stagni di Casale “Alberto Carta”gestita dal WWF. Altro punto di riferimento per la città, ma più che altro per la popolazione statunitense è la Caserma Ederle, che rappresenta una piccola cittadina per gli americani. Infatti, è provvista di una scuola interna, di una propria assistenza sanitaria, di una propria radio ed emittente televisiva. Un altro monumento simbolo della città è la Rua, distrutta nel 1944 è stata ricostruita ed è protagonista del giro della Rua, durante la processione della Madonna di Monte Berico, giro riattivato negli ultimi anni. Tra i piatti tipici della città troviamo il risotto con i bruscanodoli, cioè con i germogli di luppolo, i Bigoi co’ l’arna, spaghetti con il ragù di anatra, il baccalà alla vicentina, l’oca in onto e la soppressa vicentina.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?