Si chiamava Simone Neri il marinaio diventato eroe “per caso” durante l’alluvione di Giampilieri
Si chiamava Pasquale Simone Neri ed era un marinaio nato a Messina nel 1979. E’ passato alla storia come “l’eroe di Giampilieri” grazie alle vite che è riuscito a salvare poco prima di perdere la vita egli stesso. Simone, che di lì a poco avrebbe compiuto 30 anni, era sottocapo di prima classe della Marina Militare italiana, e fu colpito anch’egli dalla terribile massa d’acqua che si è riversata nel messinese, riuscendo a mettersi in salvo e decidendo di dare aiuto alle persone ancora intrappolate nel fango e sotto gli edifici crollati.
Riuscì nel suo intento salvando ben otto persone, ma pagando con la vita. Neri, infatti, portò al sicuro amici e parenti aiutandoli a salire sul tetto di un edificio, mentre il fango copriva interamente il primo e il secondo piano dello stabile. Sembra quasi una scena da film, ma è quanto realmente avvenuto in quei drammatici momenti: Simone, intorno alle 21 fece l’ultima telefonata della sua vita alla fidanzata, dicendole: “C’è un bambino che piange, vado a salvarlo. Qualsiasi cosa succeda, ricordati che io ti amo”. E’ riuscito anche in questo caso a portare a termine la sua missione, salvando il bambino, ma lui non ce l’ha fatta ed il fango lo ha sommerso uccidendolo.
Era il 1 ottobre 2009, esattamente sei anni fa. E speriamo che storie come quella di Simone possano aiutare a tenere vivo il ricordo di quei terribili momenti, che non andrebbero mai dimenticati, se non altro per evitare che si verifichino nuovamente in futuro. Perché se è vero che la natura è imprevedibile, è altrettanto vero che l’uomo può quanto meno provare a limitarne i danni, prevenendo stragi simili, ad esempio attraverso la lotta all’abusivismo edilizio e allo sfruttamento quasi “selvaggio” del territorio.
Oggi, sul lungomare di Barcellona Pozzo di Gotto, è possibile vedere un monumento dedicato proprio all’eroe di Giampilieri.



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