Alluvione a Olbia, il sindaco: troppo presto per una stima dei danni

MeteoWeb

Gianni Giovannelli, sindaco di Olbia, sta lavorando ininterrottamente da 4 giorni

E’ troppo presto per una stima dei danni. Proprio in queste ore ci stiamo lavorando, ma non abbiamo ancora quantificato il danno”. Lo ha detto all’Adnkronos Gianni Giovannelli, sindaco di Olbia dal suo ufficio in comune, dove sta lavorando ininterrottamente da 4 giorni. Nel momento della stima dei danni, non quantificati, scoppiano le polemiche per il ponte sul Rio Siligheddu, abbattuto due anni dopo la sua manutenzione dopo l’alluvione del novembre del 2013. ”In queste ore ci stiamo preoccupando di far rientrare la città alla normalità. Abbiamo diviso la città in zone e ad ognuna di esse abbiamo affidato due tecnici per la stima dei danni. Stiamo facendo il censimento delle strade e delle opere andate distrutte – dice – anche se quest’alluvione non ha avuto le proporzioni di quello di due anni fa”.

olbia (1)Proprio sul ponte di via Vittorio Veneto, sul Rio Siligheddu si sono concentrate polemiche. Ha fatto praticamente da diga, impedendo al flusso d’acqua straordinario di defluire a mare. Il sindaco, per evitare il peggio nelle zone basse della città, lo ha fatto demolire proprio nelle ore più critiche dell’alluvione. Ricostruito e demolito dopo due anni? Il sindaco fa chiarezza: ”Il comune di Olbia, in quella tragica fase del 2013 chiese l’abbattimento e la ricostruzione del ponte, costruito nel 1920, ma non poté entrare nel merito delle decisioni della Protezione civile, che poteva spendere delle risorse solo ed esclusivamente per il ripristino dell’esistente ex ante, cioè la ricostruzione dell’esistente“. “In quell’occasione – prosegue Giovannelli – come previsto dalla norma, la Protezione civile ha voluto ripristinare la funzionalità della viabilità verso Tempio Pausania, dove c’è il tribunale e l’ospedale, e un intenso traffico sulla strada Olbia-Tempio, di cui il ponte è parte integrante. Noi chiedemmo la nuova progettazione e la nuova costruzione del ponte, Occorrevano 750mila euro. Ma l’ordinanza governativa, la 122, prevedeva il ripristino ‘status quo ante’. Fu fatta una perizia strutturale che evidenziò il cedimento delle spallette. E quelle furono ripristinate, non ricostruite. Questo per fare chiarezza su quanto prevede la norma”. Non si può dunque parlare di ricostruzione del ponte sul Rio Siligheddu: ”La Protezione civile osservò scrupolosamente l’ordinanza governativa che stanziava i 20 milioni per la ricostruzione” e così venne decisa la ‘manutenzione’ del ponte. Ora il sindaco di Olbia chiede una nuova progettazione e la costruzione ex novo del ponte sul Rio Siligheddu ‘‘idonea e adeguata ai tempi”, cioè al traffico veicolare che lo stesso deve sostenere nella viabilità da e per Tempio Pausania e nel traffico cittadino. Giovannelli ieri ha chiesto anche al ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti una ”maggiore flessibilità della norma per l’abbattimento delle cosiddette opere incongrue, quelle, per capirci, che come il ponte di Via Veneto, creano problemi. Ad esempio – dice Giovannelli – il pilone costruito sull’alveo del fiume vicino allo stadio ‘Nespoli’. Opere che ostacolano il regolare deflusso delle acque” in caso di eventi meteorologici straordinari. ”L’8 ottobre, giovedì, è programmata (già prima dell’alluvione) una riunione tecnica in Regione proprio per affrontare i problemi delle opere incongrue. E ad Olbia ne abbiamo tante”. L’amministrazione di Olbia ”in un anno e mezzo ha speso circa 20 milioni per la ricostruzione dopo l’alluvione del 2013. Ora nella riunione di giovedì prossimo parleremo anche della messa in sicurezza della città. Abbiamo opere da realizzare per la messa in sicurezza della città per 125 milioni con fondi statali e regionali. Confidiamo – conclude – di poterlo fare in tempi rapidi. Burocrazia permettendo”.