“Non consentiremo che calino i riflettori sull’emergenza di Benevento. Non lo consentono quanti ogni giorno ci aiutano, quanti abbiamo aiutato e che ora sono pronti ad aiutare gli altri”. Don Nicola De Blasio, direttore della Caritas di Benevento, traccia un primo bilancio dei primi giorni di attivita’ che ha visto all’opera ”l’onda umana della fraternita'”. Si tratta di 779 volontari provenienti da diverse localita’ che stanno ancora provvedendo a spalare il fango, a riassettare le strutture per fare in modo che si possano riprendere le attivita’. Finora sono stati 7459 i pasti offerti (di cui 4099 alle famiglie e 3360 ai volontari). Distribuiti anche numerosi kit per la pulizia oltre ad aver assicurato l’accoglienza di alcune persone che hanno avuto l’abitazione danneggiata. Un’opera che e’ stata possibile grazie alla donazione di alcune centinaia di donatori: l’aggiornamento della situazione finanziaria e’ sul web. “Ora aspettiamo che sia proclamato lo stato di emergenza – dice don De Blasio – che dopo la conta dei danni la gente del Sannio possa avvertire la presenza dello Stato”. “Siamo noi a bussare alla porta di chi ha bisogno – spiega ancora il sacerdote – e qui la gente con grande compostezza e dignita’ appena ricevuto il nostro aiuto si mobilita per aiutare gli altri che sono ancora in stato di necessita'”. Un uomo che ha ricevuto dalla Caritas 900 euro per l’acquisto di una vettura usata (indispensabile per gli spostamenti di suo figlio disabile) dopo pochi giorni ne ha restituiti 300 in modo che questa cifra possa essere messa a disposizione di altri. La Caritas ha poi messo a disposizione di un piccolo esercente la cifra di 5000 euro che servira’ per riprendere il commercio, mentre altri 10mila sono stati destinati ad un’azienda per riavviare l’attivita’ di ristorazione. “La gara di solidarieta’ scattata – dice don De Blasio -e’ davvero straordinaria. Ora bisogna pensare al ritorno alla vita normale”. Una gara di solidarieta’ che e’ stata denominata “progetto Bartimeo”. “La gente ha scoperto la gioia di donare”, aggiunge il sacerdote “perche’ tutti vogliono sentirsi parte della rinascita della contrade che sono state danneggiate”.


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