Alluvione del 1° ottobre 2009 a Messina: dopo 6 anni il processo è ancora in corso

Una catastrofe naturale che poteva essere evitata almeno in parte. E’ così che si potrebbe definire la terribile alluvione che ha colpito Messina il 1 ottobre 2009. L’acqua e il fango hanno irrimediabilmente avuto la meglio su edifici e strade, coprendoli quasi completamente. Ma è ormai ovvio che, se fossero state rispettate alcune semplici regole, i danni potevano sicuramente essere limitati.

Appena dopo i fatti fu avviato un processo, non ancora concluso, che vede imputate 15 persone: ex amministratori pubblici, dirigenti e funzionari, tra cui anche gli ex sindaci Giuseppe Buzzanca e Mario Briguglio, rispettivamente di Messina e di Scaletta Zanclea, l’allora dirigente della protezione civile regionale, Salvatore Cocina, il commissario straordinario del Comune di Messina, Gaspare Sinatra. Il processo è già stato presieduto da diversi magistrati e, ad oggi, i parenti delle vittime sono delusi e amareggiati da queste udienze che sembrano infinite. Nel gennaio dello scorso anno, dopo che l’udienza del processo era stata rinviata al 12 febbraio successivo, l’avvocato Antonino Lo Presti, legale di Nino Lonia che durante l’alluvione ha perso la moglie, i due figli e il suocero, ha dichiarato che “la maggior parte degli imputati vuole la prescrizione“, manifestando così la rabbia e la delusione di tutti i parenti delle vittime, che chiedono sia fatta giustizia per i loro congiunti.

Nel luglio scorso, nell’aula del Tribunale di Messina dove si sta svolgendo il processo, era stato convocato un esperto pluviometrico, ascoltato in merito alla bomba d’acqua abbattutasi su Giampilieri e comuni limitrofi, per cercare di chiarire al giudice se e come i disastri provocati dall’alluvione potevano essere scongiurati ancora prima del disastro. Il processo, si spera, dovrebbe ora essere agli sgoccioli e già nei prossimi mesi, se vengono rispettate le scadenze e salvo colpi di scena, potrebbe essere emessa la sentenza.

Intanto le polemiche continuano anche fuori dall’aula. Secondo quanto dichiarato lo scorso febbraio da Corrado Manganaro, presidente del Comitato ‘Salviamo Giampilieri’, la Regione Sicilia avrebbe stanziato 700 mila euro a favore degli sfollati in seguito all’alluvione del 2009, ma questo denaro con molta probabilità non arriverà mai ai diretti interessati, dato che, come racconta Manganaro: “Il direttore della Protezione civile del comune di Messina, Antonio Cardia, dichiara di non trovare gli elenchi degli evacuati. Inoltre, visto che l’emergenza è stata gestita dal Comune di Messina su nomina della struttura commissariale della Regione Siciliana, lo stesso Comune non avrebbe alcuna responsabilità anche se la direzione regionale della Protezione civile indica nell’ufficio del Comune l’esecutore del provvedimento”.

Intanto i lavori di rifacimento per far tornare Giampilieri alla normalità proseguono ancora oggi e, sempre secondo Manganaro, già l’anno prossimo si potrebbe giungere a una conclusione. Questa mattina davanti al Monumento ai caduti, proprio a Giampilieri, si è svolta una commemorazione in ricordo delle vittime, per ognuna delle quali si è sentito un rintocco di campana. Oggi è giorno di ricordo e non di polemiche, dunque, ma l’augurio è che la conclusione del processo arrivi presto, se non altro per dare giustizia e una magra consolazione a chi ha perso i propri cari durante quei terribili giorni.