Alluvione del 2013 a Olbia: 6 rinviati a giudizio per omicidio colposo

Accogliendo le richieste del pm, Domenico Fiordalisi, il Gup del tribunale di Tempio Pausania, Vincenzo Cristiano, ha rinviato a giudizio sei persone indagate per omicidio colposo plurimo per l’alluvione che, il 18 novembre del 2013, causo’ 13 morti in Gallura. Il processo si aprira’ il 16 dicembre prossimo. Davanti al collegio giudicante compariranno i sindaci di Olbia, Gianni Giovannelli e Arzachena, Alberto Ragnedda, due dirigenti del Comune di Olbia, Antonello Zanda e Gabriella Palermo, il responsabile della Protezione civile di Olbia, Giuseppe Budroni e il dirigente del settore Ambiente della Provincia di Olbia-Tempio, Federico Ceruti Ferrarese. Tutti sono accusati di omicidio plurimo colposo e disastro. I casi contestati riguardano dieci delle tredici vittime che, il 18 novembre del 2013, trovarono la morte a causa dell’alluvione provocata dal passaggio del ciclone a Olbia e Arzachena. Il caso delle tre vittime causate dal crollo della carreggiata sulla strada Olbia-Tempio viene trattato separatamente. L’accusa, per quanto riguarda i sindaci galluresi, verte in particolare sulle procedure di allerta che, a parere del pm, non sarebbero state applicate adeguatamente. Alla lettura del dispositivo da parte del Gup erano presenti diversi parenti delle vittime che hanno deciso di costituirsi parte civile. Assenti, invece, gli imputati. A Olbia, il 18 novembre del 2013, morirono annegati Anna Ragnedda, 83 anni, Francesco Mazzoccu, 37 e suo figlio Enrico, di 3 anni, Patrizia Corona, 42 anni e sua figlia Morgana, 2 anni, Maria Massa, 88 anni. Ad Arzachena, travolti dalla acqua nel seminterrato in cui abitavano, persero la vita i quattro componenti di una famiglia brasiliana: Isael Passoni, 42 anni, Cleide Mara Rodriguez, 42, Weniston Passoni, 20 anni, e Laine Kellen Passoni, di 16.